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V. Cristoforo
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Una famiglia media italiana che deve gestire tre mezzi di locomozione,
un’auto 1400 per il capofamiglia, una 900 per la moglie ed un motorino
50 per il figlio si troverà a pagare ogni anno per la Rc auto e
incluso furto e incendio, un premio complessivo che oscilla tra i 4.milioni
460mila e i 6 milioni 635 mila lire.
A fare i conti agli italiani dopo la stangata decisa dall’ANIA è
la Confederazione dei consumatori e degli utenti che in uno studio commissionato
all’Ares 2000 cerca di fare un po’ di chiarezza sulle percentuali di aumento.
Sulla misura degli aumenti previsti attualmente regna il caos più
totale, e gli utenti sono estremamente disorentati. Secondo l’Ania si aggirerebbero
tra il 2 e il 10%, ma secondo alcune associazioni dei consumatori l’avvitamento
verso l’alto sarebbe molto più consistente(si parla di aumenti indiscriminati
già richiesti dalle compagnie tra il 20 e il 55%) Uno studio dell’Isvap
infine ha monitorato incrementi fino al 20-30% specialmente nelle regioni
meridionali.
La nuova lievitazione delle tariffe porterà comunque a livelli
insostenibili la spesa già pesante che grava sulle famiglie italiane
per far fronte all’obbligo assicurativo sui mezzi di locomozione, spesa
che dal 1995(anno della liberalizzazione ) ad oggi è cresciuta del
37,4%.
Gli aumenti, secondo l’Ares, non sono giustificati, anche per la contemporanea
entrata in vigore delle norme sul danno biologico e sulla banca dati dei
sinistri sospetti, che porteranno ad uno sgravio della spesa assicurativa
nel settore di circa il 5% annuo.
Secondo una stima delle polizze di 4 città (Milano,Roma,Napoli e Ancona) la spesa media globale per famiglia ammonta attualmente, prima del 31 marzo, comprendendo furto e incendio, a lire 6.050.000 in classe 14, ed a lire 4.142.000 in classe 5.
Caro-assicurazione dopo gli aumenti
| Famiglia di | Classe B/M 14 | Classe B/M 5 | Aumento % |
| NAPOLI | 7.056.000 | 4.032.000 | 20% |
| ROMA | 4.928.000 | 2.816.000 | 10% |
| MILANO | 3.960.000 | 2.220.000 | 10% |
| ANCONA | 3.937.000 | 2.214.000 | 7% |
Dopo la stangata gli importi globali medi per famiglia salgono a lire 6.635.000 in classe 14 ed a lire 4.460.000 in classe 5 (sempre compreso incendio e furto).
A questo punto, se i rincari venissero confermati, ci troviamo di fronte a famiglie che soltanto per assicurare auto e ciclomotori, dovranno impiegare risorse in molti casi superiori a due mensilità di stipendio, specie in zone ad alto rischio sinistri come quella di Napoli., o Bologna, o Roma.
Quando la disdetta è un boomerang
Sia l’Isvap sia le Compagnie pongono l’accento (per far ingoiare la
pillola) sul fatto che gli aumenti sarebbero in certo senso compensati
da una maggiore concorrenzialità: in caso di aumenti ritenuti non
sopportabili, l’assicurato viene invitato a dare immediata disdetta cambiando
compagnia. Ora tale pubblicità si rivela ingannevole: è noto
infatti che cambiare compagnia, oltre ad essere molto stressante per chi
non ha tempo disponibile per valutare tariffe ed andare per uffici, si
può rivelare un boomerang, perché stipulando una nuova polizza
si potrebbero perdere tutti i benefici accumulati negli anni con il sistema
bonus/malus.
Un mercato "superconcentrato"
Come si vede dalla tabella 4 il mercato RCA è caratterizzato
da una forte concentrazione. I primi quattro gruppi controllano più
del 43% del mercato.
Interessante notare che la concentrazione si è accresciuta .proprio
nel periodo successivo alla liberalizzazione(1995-1999) In particolare
si è accresciuta di 9 punti percentuali la quota di mercato detenuta
dalle prime venti imprese a discapito delle altre
Tab. n. 4 La classifica delle compagnie leaders (anno
1999)
| Gruppo | Nr. imprese | Premi(in miliardi) | aumento % dal 1998 | Quota di mercato |
| Allianz
SAI Assitalia Fondiaria Generali Toro RealeMutua Winterthur Unipol Axa Sara Zurigo |
7
5 4 5 7 4 5 1 2 1 1 3 |
4.189
2.725 2.131 2.041 1.872 1.785 1.302 1.165 1.035 978 735 591 |
11,7
15,3 16,7 3,8 7,0 14,9 29,8 7,7 12,6 6,8 15,4 15,0 |
16,3
10,6 8,3 8,0 7,3 7,0 5,1 4,5 4,0 3,8 2,9 2,.3 |
| Totale 12 | 45 | 20.550 | 12,4 | 80,1 |
| Altre imprese | 44 | 5.103 | 13,3 | 19,9 |
| Totale mercato | 89 | 25.653 | 12,6 | 100,0 |
Gli intrecci perversi dell’assicurazione R c a
Il fatturato delle 89 compagnie operanti in Italia supera i 25.000
miliardi. Ciononostante quasi tutte le imprese lamentano forti perdite
nel ramo, confermando che il sistema assicurativo Rca è strutturalmente
in crisi, in quanto presenta al suo interno profonde contraddizioni e incongruenze.
I preannunciati aumenti appaiono ad esempio in stridente contraddizione
con le recenti misure legislative e di controllo adottate rispettivamente
dal Governo e dall’Isvap.
Quanto alle misure legislative sta per entrare in vigore il noto provvedimento
che detta una nuova disciplina nel settore assicurativo imponendo fra l’altro
una nuova tabella di liquidazione del danno alla persona nel caso di invalidità
dall’1 al 9%. L’aver fissato indennizzi predeterminati per il danno biologico
delle cosidette micropermanenti, opererà sicuramente da calmiere
in un settore particolarmente a rischio per le compagnie , ma significherà
anche un deciso taglio delle prestazioni per gli assicurati.
La legge in materia di apertura e regolazione dei mercati approvata
dalle due Camere a fine legislatura entrerà in vigore tra pochi
giorni: essa prevede tra l’altro dei coefficienti moltiplicatori del punto
percentuale di invalidità base fissato in lire 1.200.000, da cui
si può ricavare la seguente tabella per la liquidazione delle micro-invalidità:
Tabella: Determinazione del valore del punto
| % invalidità | Liquidazione/punto |
| 1 | 1.200.000 |
| 2 | 1.320.000 |
| 3 | 1.440.000 |
| 4 | 1.560.000 |
| 5 | 1.800.000 |
| 6 | 2.040.000. |
| 7 | 2.280.000 |
| 8 | 2.520.000 |
| 9 | 2.760.000 |
Il valore del punto determinato dalla nuova legge si discosta in maniera
rilevante da alcuni valori determinati attualmente da alcune tabelle stilate
dai Tribunali. Ad esempio il punto base stabilito dalla Tabella del Tribunale
di Milano è di lire 1.700.000; il punto base a Firenze è
di 1.400.000.Anche gli indennizzi stabiliti dal Tribunale di Genova sono
superiori Per cui complessivamente si può dedurre che l’importo
complessivo degli indennizzi delle micro-permanenti dovrebbe essere ridotto
almeno del 20%, senza tener conto dei criteri certamente più restrittivi
della tabella relativa alla valutazione medico-legale del danno alla cui
predisposizione è stato delegato il Ministro della Sanità.
Allo stato la spesa totale sopportata dalle assicurazioni per il
risarcimento dei danni alla persona è di
12.000 MILIARDI
Come si può vedere dal prospetto seguente l’alto costo dei
sinistri con danno alla persona è un primato italiano
Tab. 5 Importi totali dei sinistri con danno alla
persona
| Paese | Costo sinistri |
| Italia | 12.303 miliardi |
| Germania | 9.896. " |
| Francia | 5.606. " |
| Spagna | 3.839. " |
| Belgio | 863. " |
Mentre la spesa per il risarcimento dei soli danni alla persona dall’1 al 9% è di
4.000 MILIARDI
800 MILIARDI, pari al 20% del costo delle micropermanenti
ed al 6,5% del costo totale del danno alle persone, sarà il risparmio
stimato come conseguenza dell’entrata in vigore della legge in materia
di apertura e regolazione dei mercati.
I sinistri sospetti
Ma sicuramente uno sgravio per le compagnie potrebbe giungere anche
dalla creazione della banca dati al nastro di partenza dell’Isvap, che
in collegamento con la Magistratura, metterà in rete tutti i dati
sensibili sugli incidenti stradali per incrociare e controllare rapidamente
i sinistri "sospetti", le doppie e triple assicurazioni, e tutte le altre
possibili frodi.
Il fenomeno delle "frodi" incide doppiamente sui risultati di gestione
del ramo r.c. auto: sinistri falsi ed artatamente gonfiati da un lato e
polizze ed attestati falsi dall’altro, comportano per le imprese rispettivamente
maggiori esborsi e minori introiti rispetto al fabbisogno.
Il monitoraggio effettuato dall’Isvap sulla base dei dati forniti dalle
imprese riconducibili a fenomeni fraudolenti ha evidenziato che il numero
dei sinistri "sospetti" ha raggiunto nel 1998 quota 160.000 con
una perdita secca di circa 500.miliardi(che con il prevedibile sommerso
potrebbe raggiungere quota 1000 miliardi).
Quanto alla distribuzione delle frodi per aree geografiche si rileva
una incidenza sui numeri di circa l’1% per l’Italia Settentrionale e Centrale,
e dell’8,8% per l’Italia Meridionale. Il che forse dimostra che
il fenomeno, criminalità a parte, potrebbe essere inquadrato in
quello più ampio dell’assistenzialismo, nelle regioni
in cui pensioni di invalidità, sussidi, e, appunto, indennizzi da
incidenti vari sono considerati una risorsa non certo trascurabile.
Ovviamente il varo di un sistema di controllo efficace ed un maggiore
rigore da parte dello Stato nell’affrontare il fenomeno potranno scoraggiare
i furbi e limitare le perdite per le Compagnie. E il risparmio ulteriore
per le imprese potrebbe essere stimato in circa il 2,5% sul costo totale
dei sinistri. Resta però l’interrogativo sul perché
le compagnie non si siano finora dotate di un sistema informatico di controllo
nel loro interesse.
Si potrebbe sospettare allora che il poter piangere sulle perdite causate
dalle frodi di alcune frange di assicurati, sia stato finora funzionale
ad una generale lievitazione delle tariffe. Un intreccio perverso dunque,
che ha spinto le compagnie ad accordarsi per una strategia comune soltanto
sugli utili e non anche sul possibile risparmio di risorse.
Così dal 1990 al 1999 l’ammontare dei premi, in lire costanti
1999, è potuto salire da 15.000 miliardi a 25.000 miliardi.
Nello stesso periodo vi è stata una contrazione del numero dei sinistri
denunciati pari al 9,3%
Dal 1994 al 2000 gli aumenti medi delle polizze Rc auto sono stati
in totale dell’84,9%. Nello stesso periodo l’inflazione è
cresciuta del 23,8%. La crescita delle tariffe è stata quindi
superiore a quella dell’inflazione di quasi quattro volte.
E il 31 luglio 2000 l’autorità Antitrust italiana condanna 38
compagnie assicurative a una multa complessiva di 700 miliardi di lire
per aver violato le norme in materia di concorrenza sui prezzi delle polizze
Rc auto.
La nuova disciplina del danno biologico e l’istituzione della banca
dati Isvap possono rappresentare dunque complessivamente un potenziale
sgravio dei costi assicurativi di circa il 5%.
Una percentuale consistente di tale sgravio è posta a carico
degli assicurati a causa dei tagli, peraltro non sempre inopportuni, delle
prestazioni per le minori invalidità.
Alla luce di quanto esposto, appaiono poco giustificate le ragioni
degli aumenti, pur tenendo conto della necessità di un recupero
dell’inflazione, e vi sarebbero quindi margini per sospendere almeno le
punte di aumento più onerose per gli utenti.
Proprio in una congiuntura tesa a ripristinare una cultura della legalità
e della trasparenza, l’ avvitamento provocatorio e irresponsabile dei premi
verso l’alto potrebbe costituire una nota stonata, favorendo reazioni e
rivalse degli assicurati che finirebbero per invelenire ulteriormente un
clima già abbastanza pesante.
Alcune ipotesi di riforma
a) Tra le riforme ipotizzabili dell’attuale sistema assicurativo Rc auto per uscire dalla spirale perversa dei prezzi e dei costi che si rincorrono, uno dei punti all’ordine del giorno sarebbe quello dell’alleggerimento delle polizze da gran parte degli oneri fiscali e parafiscali che, come risulta dalla tabella n.6, gravano in misura assai consistente sui premi(27%), contrariamente a quanto avviene in altri paesi europei come la Germania, la Spagna e il Regno Unito dove la pressione fiscale è meno forte.
tab. n. 6 Oneri fiscali e parafiscali sulle polizze
R.C. auto
| Paesi | Tasse prelevate sui premi | Contributo Fondo di garanzia | Contributo Bureau carta verde | Contributi al Servizio Sanitario |
| ITALIA | 12,5% | 4% | ----- | 10,5% |
| GERMANIA | 15% | 1% | 0,1% | |
| FRANCIA | 18% | 0,1% | ----- | 15% |
| SPAGNA | 6% | 3% | 0,2% | -- |
| REGNO UNITO | 5% | 4,5% | ----- | __ |
c) Per motivi ecologici e di riduzione del traffico in città si vorrebbe anche legare la misura della tariffa al numero di chilometri percorsi(una specie di premio a tassametro)
d) Da esperti del settore si pone anche l’accento sulla utilità dell’istituzione di particolari "polizze-famiglia globali" che tutelino tutti i rischi più comuni(dall’auto alla salute, alla casa) incombenti su una famiglia.. Ciò potrebbe forse portare ad un risparmio e certamente ad un minore stress.