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Ares 2000 onlus
è una libera associazione di ricercatori e professionisti da molti
anni impegnata nel campo della ricerca socio economica ed ambientale,
In particolare, sui temi del lavoro, dell'immigrazione e dello sviluppo
sostenibile. E' un periodo in cui sappiamo si esprime da parte di molti
una volontà di maggiore partecipazione e ognuno cerca di dare il
proprio contributo Conflitto sociale il prossimo sciopero generale del 18 ottobre promosso dalla CGIL, dovrà farsi carico, oltre ai problemi del lavoro dipendente , quelli dei "flessibili" e dei migranti , del Sud e di quello stato sociale che la Finanziaria di Berlusconi mette in pericolo. I tagli alla finanziaria rischiano peraltro di compromettere proprio la sperimentazione di nuove forme di democrazia partecipativa, che molte municipalità, pur con tutte le contraddizioni del caso , stavano avviando. La riflessione non può quindi prescindere dall'attuale. Cantiere del Nuovo Municipio nello scorso mese di maggio la nostra associazione ha partecipato al workshop sul Welfare Municipale e Reddito di Cittadinanza nell'ambito del "Cantiere del Nuovo Municipio". Il nostro contributo voleva avviare una riflessione sulla necessità di un processo di costruzione dal basso di Osservatori permanenti partecipati, una sorta di contenitori concreti e virtuali organizzati a rete in grado di raccogliere ed integrare l'informazione diffusa, elaborarla e restituirla al territorio, sotto forma di una pluralità di iniziative. Conoscere per programmare non è solo uno slogan ma la convinzione che l'informazione quali-quantitativa possa rappresentare un elemento strategico per iniziare a parlare di welfare dal basso in termini più concreti. Per quanto ci riguarda questa indagine si può considerare un primo passo nella direzione del bilancio partecipato quasi una provocazione che ben venga se può stimolare un dibattito sul tema conoscere per progammare . Finalità Inchiesta/Sondaggio su giovani lavoro e partecipazione fornire un primo spaccato sulla condizione giovanile rispetto al mondo del lavoro e ai suoi modelli di funzionamento, al tema dei diritti, alla formazione/informazione. L'indagine, insieme ad una notevole mole di informazioni statistiche sulla realtà locale, vuole essere un primo approccio conoscitivo del mondo giovanile nell'impatto con il lavoro in una città come Roma: i progetti, la partecipazione, i valori. Tanti aspetti, tutti ugualmente importanti e di difficile misurazione, la cui conoscenza appare tuttavia sempre più necessaria per articolare risposte convincenti ed efficaci. In progress: la ricerca si deve considerare in progress in quanto non esaurisce tutti le possibili aree di ricerca ma è solo una prima esplorazione della interazione tra il mondo cosiddetto "dell'adolescenza lunga" e la realtà del mercato del lavoro attraverso la sperimentazione sul campo di un modello di analisi (condivisione, campione rappresentativo, questionario, modello interpretativo, partecipazione, opzioni possibili, verifica ). Questa iniziativa va valutata più nelle sue potenzialità che nei risultati immediati. E' l'avvio di un metodo d'indagine che arrivi a definire, un modello partecipato e condiviso nell'ottica del bilancio partecipato: quasi una provocazione che ben venga se può stimolare un dibattito su questi temi LA METODOLOGIA Numerosità campionaria prevista per il campione: 600 giovani di Roma in età compresa tra i 18 e i 34 anni. Il 10 settembre data inizio della rilevazione sul campo ; i questionari finora elaborati sono poco meno della metà; vengono illustrati i primi risultati ancora parziali e incompleti. Al di là dei risultati ciò che vale la pena di evidenziare e l'avvio di un metodo d'indagine che arrivi a definire, attraverso un modello partecipato, un ventaglio di ipotesi di lavoro utili al miglioramento degli interventi sul territorio nell'ottica del bilancio partecipato. Questionario; per la rilevazione delle informazioni è stato utilizzato lo strumento del questionario "semistrutturato" con un consistente numero di risposte cosiddette "aperte" per consentire agli intervistati una più ampia libertà di espressione. I dati raccolti - orientamenti, valutazioni, atteggiamenti, suggerimenti - sono stati trattati in modo aggregato ed elaborati sotto forma di tabelle e grafici, assicurando la più totale garanzia di anonimato e riservatezza delle informazioni raccolte. Il questionario è stato direttamente somministrato ai giovani scelti per quote in proporzione alla numerosità riscontrata nell'universo. Molte domande contenute nel questionario prevedono la possibilità per il rispondente di segnalare più di una risposta (risposte multiple ). Le percentuali si possono pertanto riferire sia al numero di risposte che a quello dei rispondenti. L'analisi statistica dei dati; per le finalità dell'indagine ma anche per la la scarsa numerosità riscontrata in diverse modalità settoriali si è ipotizzato di interpretare le informazioni raccolte con alcune macrovariabili appositamente costruite. Quindi alcune variabili interpretative, oltre alle classiche socio demografiche le tipologia di posizione (quindi studenti- occupati - in cerca di occupazione) e accorpamento delle attività economiche in 3 macrosettori economici: industria/artigianato terziario privato pubblica amministrazione. I PRIMI RISULTATI IDENTIKIT INTERVISTATO Il campione disponibile è composto da 52,8% di uomini e 47,2% donne ; livello scolastico raggiunto 26% elementare/media 62,3% media superiore 11,7% laurea . Il 49,7% sono occupati ,il 18,8% studenti , il 31,4% in cerca di occupazione
UNA CURIOSITÀ: le femmine mostrano un tasso di istruzione più alto dei colleghi maschi ma questa ormai si riscontra in diverse ricerche; Il 38% delle donne del campione sono occupate nella PA. Scarsa propensione a conquistarsi rapidamente uno spazio di autonomia (oltre il 75% dei giovani vive ancora all'interno del nucleo familiare) Contesto familiare
MERCATO DEL LAVORO
tipologia di occupazione : Il cosiddetto atipico (co.co. co a temine
apprendistato interinale) rappresenta quasi il 26% e il 10 % il lavoro
nero. Mentre nei più giovani il lavoro nero quasi si raddoppia
17%; oltre un terzo sono atipici. Posizione nel mondo del lavoro 41%
di contratti a tempo indeterminato. Il 25% degli occupati fa un
lavoro individuale indipendente.
Nell'ambito delle tendenze generali del mercato del lavoro, giocano un ruolo importante i collaboratori coordinati e continuativi (i cosiddetti co.co.co) passano da circa 600 mila del 1996 ad oltre 2 milioni . Gli indipendenti sono circa il 40%. L' INGRESSO DEL MONDO LAVORO
: Oltre il 45% sono entrati al lavoro con contratti "atipici".
Curiosità a Roma il 37% del campione disponibile dichiara di essere
entrato nel mondo del lavoro per vie " informali". lavoratori
atipici, quelli che per diversi motivi si trovano a lavorare in condizioni
di precarietà, con contratti che al massimo arrivano ai sei mesi,
che non vedranno mai una pensione, che se si ammalano non lavorano - dunque
non guadagnano - che sono destinati a cambiare spesso lavoro la cui progettualità
per il futuro difficilmente si spinge oltre i 365 giorni.
DIMENSIONE AZIENDALE
Il 56,7% degli occupati lavorano in aziende con numero di addetti inferiore
a 50 addetti. Il resto in aziende di maggiori dimensioni ( ruolo della
PAI). FLESSIBILI PER SCELTA? Il mondo del lavoro cambia e con questo la mentalità dei lavoratori: da più parti si dice che le giovani generazioni hanno accettato positivamente le trasformazioni in corso e che ora sono ben disposte verso flessibilità e mobilità. La nostra indagine a Roma sembrerebbe smentirlo. Infatti per oltre il 76% dei giovani il lavoro deve essere fisso e garantito e la flessibilità contrattata. Tale consapevolezza tende ad aumentare con l'aumentare della mobilità . Poco appeal per lo scambio "insicurezza e precarietà lavoro a tutti i costi", 16,6% che aumenta con la mobilità. (naturalmente su questo c'è anche il salvagente dello stare in famiglia che supera per gli atipici oltre l'80% dei casi) . Ormai è chiaro, anche molti imprenditori lo sostengono, legare la persona al posto di lavoro la rende più motivata. Opinione sulla flessibilità * mobilità del lavoro
AMMORTIZZATORI per la disoccupazione. I ragazzi intervistati risultano consapevoli del ruolo primario che assume la formazione, vero motore dei processi di transizione e mobilità professionale . Formazione permanente 36,7% e contributi sociali per periodi di inattività 21,5%
FORMAZIONE PERMANENTE:
come è stato detto da autorevoli commentatori la "formazione
permanente" non si dovrebbe confondere con l'aggiornamento,
il dare nozioni in uno specifico campo solo per svolgere meglio l'attuale
lavoro, ma dovrebbe cercare di offrire nuove opportunità e voglia
di cambiare e di realizzarsi in un lavoro/servizio per la collettività.
I sistemi di welfare si concentrano ancora in larga parte sugli aspetti pensionistici. Secondo i dati di Eurostat nel 1999, la spesa pubblica per prestazioni sociali in percentuale del PIL era il 24,3% per Italia, mentre ad esempio per la Germania 28,6%. Per pensione il 13% (contro ad esempio 11,6% Germania). Mentre per disoccupazione. esclusione sociale e famiglia siamo abbondantemente sotto la media europea. In Italia maggiormente privilegiata la previdenza pensionistica mentre in Germania, per alcuni aspetti tipici del new welfare (disoccupazione famiglia abitazioni ed esclusione sociale), l'incidenza della spesa pubblica appare complessivamente più elevata. Fonte Eurostat I PIÙ ATIPICI DI TUTTI
Circa un quarto delle risposte il migrante ha a che fare con il lavoro sia come risorsa che come concorrenza. Sembrano risposte piuttosto conformiste; tuttavia danno lo spunto per parlare di uno dei più drammatici problemi che si presenteranno in Italia più che in altri paesi europei nei prossimi anni.. In Italia, sulla base delle ipotesi demografiche sull'evoluzione della popolazione (dinamica naturale negativa, bassa fecondità e quota fissa di immigrati annui pari agli attuali 120 mila), la forza di lavoro potrebbe, tra meno di un decennio, subire un calo vistoso ( addirittura poco più del'85% di quella attuale nel 2050), tanto da non riuscire a garantire gli attuali standard produttivi. Con conseguenze pesanti anche sugli equilibri dei sistemi pensionistici.
TUTELA DIRITTI DEL LAVORO È d'accordo con difesa articolo 18 Statuto Lavoratori
Oltre i due terzi del campione si esprime per la difesa dell'articolo 18 dello statuto dei lavoratori, percentuale che arriva al 75% tra gli occupati e ad oltre l'85% tra gli occupati della PA. Se lo limitano o aboliscono quali conseguenze
Sono ampiamente maggioritarie
risposte che segnalano conseguenze negative della sua abolizione in merito
all'aumentare dell'insicurezza e al peggioramento delle condizioni
di lavoro.
Conoscenza servizi
e iniziative
LE PROSPETTIVE Studi e indagini come quella proposta possono costituire un ampliamento e una integrazione informativa al costituendo Osservatorio Comunale sull'occupazione e le condizioni di lavoro del Comune (il progetto ha per obiettivo generale l'affermazione dei diritti nel Mercato del Lavoro ) e interagire con esso per migliorare i processi conoscitivi e decisionali. Anche attraverso una rete informativa territoriale. Tale iniziativa del comune di Roma va nella direzione da noi aupicata. La linea tracciata per le Istituzioni Pubbliche, gli Enti Locali in particolare, è nella direzione di favorire una nuova stagione di democrazia partecipata. Gli enti locali dovranno assumere sempre più una spiccata funzione di riferimento per la ricomposizione sociale dei diversi soggetti sociali, col superamento del vecchio burocratismo, coinvolgendo le varie espressioni della società civile dell' Associazionismo, del Volontariato e dei Centri di Solidarietà, di cultura e politico-sindacali, per dare vita a nuovi presidi sociali efficaci per la verifica democratica del Mercato del Lavoro, per ridurne il tasso di illegalità e sviluppare la Cultura dei Diritti
Noi siamo in questo
ottica: il Territorio deve rappresentare oggi il luogo elettivo dove dare
vita a nuovi presidi sociali ,efficaci per la ricostruzione e salvaguardia
dei diritti del lavoro e della cittadinanza . ARES 2) ALCUNI ASPETTI QUALITATIVI Poco meno di 300
questionari sono stati analizzati, rispetto al campione di 600, con
un'attenzione qualitativa per gli aspetti dei valori, degli atteggiamenti
e degli orientamenti espressi. Per la metà dei casi considerati
la somministrazione del questionario è stata accompagnata da interviste
di approfondimento. La situazione
di precarietà e stagnazione del mercato del lavoro e lo scenario
politico-economico di grave crisi si riflette nell'esistenza di ognuno
degli intervistati ed è trasversale rispetto al campione, per sesso,
età, appartenza, formazione culturale.
Per concludere, abbiamo plurime identità abbastanza omogenee tra loro eppure atomizzate nel proprio particolare, dove le timide volontà di aggregazione non riescono a trovare una o più cornici che costruiscano un tessuto reticolare di legami sociali.
1. POLITICA;
verso la politica pollice verso. C'è disaffezione per coloro che
fanno la politica di mestiere nei partiti organizzati. Questi politici
non piacciono. Di loro non si fidano, nemmeno i pochi sindacalizzati.
5. LE PROPOSTE DEI GIOVANI PER IL GOVERNO LOCALE
-> Partecipazione Perché possano e possiamo ritrovare l'affezione alla VERA POLITICA, è necessario raccogliere questa richiesta di PARTECIPAZIONE, cosa che chi scrive vuole e, nelle intenzioni di molti, dovrebbe essere lo scopo di questo incontro di oggi nel Municipio XI. Bisogna rimboccarsi
le maniche da subito, ricominciando da qui. RETRIBUZIONI MENSILI NETTE
RETRIBUZIONI MENSILI NETTE PER TEMPO DI LAVORO
RETRIBUZIONI MENSILI NETTE PER DIMENSIONE AZIENDALE
SITUAZIONE ECONOMICA FAMIGLIA ORIGINE
Tale livello medio, in una città dove un affitto può rappresentare anche il 70-90% di quel salario, certamente non consente una piena autonomia. Anche per questo si vive in larga misura in famiglia (per gli occupati la quota di che vive in famiglia si aggira intorno al 60%). Il vivere in famiglia ( la cui situazione economica in appena il 2% dei casi viene indicata come ottima) consente di risparmiare sulle spese che incidono maggiormente sul modesto reddito in particolare quelle per l'abitazione. Peraltro nel prossimo futuro il potere d'acquisto delle retribuzioni potrebbe subire una ulteriore diminuzione grazie all'aumento, imprevisto nella sua entità, dell'inflazione . Questo 3° intervento dell Ares2000 affronta una lettura politica dell'inflazione
L'inflazione, ovvero
l'aumento del costo dei beni e dei servizi acquistati dalle famiglie,
incide in modo diretto non solo sulle condizioni di vita, ma anche sulle
opportunità di scelta dei cittadini, che sono evidentemente limitate
dal cosiddetto potere d'acquisto della moneta in loro possesso.
Si potrebbe anzi affermare che l'inflazione misura il potere contrattuale
delle famiglie nei confronti delle imprese e dello stato.
L'impatto della crescita dei prezzi sul livello di vita dei cittadini a reddito fisso può essere compreso meglio se si fa riferimento ad una famiglia che può contare solo su un reddito fisso che le consente a mala pena di soddisfare i propri bisogni. Ciò consente, tra l'altro, di dare il giusto valore alle cifre sull'inflazione snocciolate ogni mese dall'ISTAT. Nel grafico successivo, il tasso di inflazione è stato quindi "tradotto" in termini di giornate di consumo alle quali una simile famiglia ha dovuto rinunciare dal 1991 ad oggi. Come si vede, fino alla metà degli anni novanta l'inflazione, pur rimanendo tra il 4 e il 7%, era comunque in grado di tagliare da 15 a 20 giorni di consumi ogni anno. A partire da metà del 1996, quasi in coincidenza con il varo del governo Prodi, il tasso di inflazione si è stabilizzato tra il 2 e il 3%. Ma anche in condizioni così favorevoli, la nostra sfortunata famiglia a reddito fisso deve ancora rinunciare a consumare per 5-10 giorni l'anno. INFLAZIONE E CONCERTAZIONE L'abbattimento dell'inflazione nel corso degli anni novanta è anche figlio del discusso metodo della concertazione tra le parti sociali, fondato sulla fissazione della cosiddetta inflazione programmata. Attraverso questo strumento, le imprese e lo stato, cioè i fornitori di beni e servizi, si impegnano a contenere i rincari entro una determinata soglia, che è la stessa presa come riferimento per le richieste salariali. In tal modo, i sindacati sono messi in grado di contrattare il potere d'acquisto reale dei lavoratori, e non solo il salario nominale. Eventuali divergenze tra inflazione programmata ed effettiva sono poi compensate alla fine del periodo oggetto dei contratti collettivi sottoscritti dalle parti. Da parte sua, lo stato garantisce che il prelievo fiscale non sia superiore al tasso di inflazione programmato, in modo da non incidere sul potere d'acquisto di imprese, lavoratori e pensionati. Come è noto, la concertazione non è sempre stata in grado di conseguire questi obiettivi, ma ha comunque consentito di abbattere il tasso di inflazione, ovvero la riduzione del potere d'acquisto reale dei cittadini o, se si preferisce, il numero delle giornate di consumo perse da una famiglia a reddito fisso.
La riduzione del
tasso di inflazione nel corso degli anni novanta è anche il risultato
dell'adesione all'unione monetaria europea, che ha garantito una
maggiore stabilità del potere d'acquisto internazionale
della lira. Ciò ha consentito al nostro paese di importare merci
a prezzi relativamente più bassi, a vantaggio del potere d'acquisto
reale delle famiglie e delle imprese. INFLAZIONE ED INEFFICIENZE DEL SISTEMA PAESE Nella misura in cui l'inflazione rappresenta un indicatore delle distorsioni del mercato e dell'inefficienza del sistema economico, la crescita dei prezzi in Italia può essere valutata correttamente solo se la si paragona con quella registrata nel resto dell'Europa. Il grafico che segue consente di valutare, seppure in primissima approssimazione, come il sistema italia ha reagito dagli anni novanta in poi agli stessi impulsi inflazionistici che hanno colpito gli altri paesi europei, come le fluttuazioni del prezzo del petrolio e delle materie prime. Se l'efficienza del sistema dipende, in qualche modo, dalla qualità della sua classe dirigente, questo semplice grafico consente dunque di dare una "pagella" ai governi che si sono succeduti in questi anni, ma anche alle parti sociali che si sono trovate di fronte. DALLA CRISI VALUTARIA AL RISANAMENTO Come si vede, fino al 1994 il differenziale di inflazione dell'Italia rispetto alla media europea si era mantenuto sostanzialmente costante, oscillando attorno ai 2 punti percentuali. In altri termini, a parità di altre condizioni (dinamica dei prezzi internazionali, ecc.), il nostro sistema produttivo e politico tendeva a generare più inflazione degli altri. lo svantaggio relativo dell'Italia è rimasto comunque quasi costante, perfino durante la crisi valutaria del 1992-93, quando la lira perse quasi un quarto del proprio valore in pochi mesi. In altri termini, le classi dirigenti che hanno governato le nostre imprese e il nostro stato dal 1990 al 1994, sono riuscite a non peggiorare troppo la nostra posizione competitiva sul piano internazionale anche in condizioni molto più difficili di quelle in cui si trovavano i nostri partner europei. Di questo va dato atto, in particolare ai governi presieduti da Amato e Ciampi, ma anche al senso di responsabilità delle parti sociali. LA SECONDA CRISI VALUTARIA E L'INGRESSO IN EUROPA Sul finire del 1994,
ossia proprio durante gli ultimi mesi del primo governo Berlusconi, l'inflazione
italiana comincia a crescere molto più rapidamente di quella europea.
Sono gli anni drammatici della seconda svalutazione della lira
(dell'ordine del 15%), dopo quella del 1992-93, e della crisi della finanza
pubblica, ma anche di una profonda crisi politica e istituzionale.
Il successivo governo tecnico, presieduto da Dini, riesce ad invertire
la tendenza, ed a riportare l'inflazione italiana più vicina a
quella europea, ricorrendo anche ad operazioni discutibili, come la riforma
delle pensioni, l'inasprimento della pressione fiscale, i tagli alla spesa
pubblica. ATTUALI LINEE DI TENDENZA Probabilmente è troppo presto per analizzare le conseguenze sulla competitivita' dell'Italia della politica economica dell'attuale governo. Tuttavia, non si può fare a meno di notare che in Italia i prezzi hanno ricominciato a crescere più velocemente che in Europa, nonostante la stabilità monetaria assicurata dall'euro e l'assoluta mancanza di pressioni sul lato della domanda. Ovviamente la responsabilità di una simile accelerazione non può essere attribuita agli effetti dell'introduzione dell'euro, visto che questa ha coinvolto tutti gli altri paesi dell'Unione Europea (eccettuati Gran Bretagna, Danimarca e Svezia). E' probabile, invece, che l'attuale classe dirigente, sia nella sua componente politica, sia in quella imprenditoriale e sindacale, non sia stata in grado di migliorare la competitivita' del sistema paese, in linea con quanto sta avvenendo in altre nazioni. Lo testimonia, in particolare, la caduta verticale della produttivita' delle imprese italiane, che nei primi 6 mesi del 2002 è scesa del 2% rispetto ad un anno fa nell'industria e dell'1,6% nei servizi. In queste condizioni, c'è il rischio che si verifichi una nuova ripresa dell'inflazione, come quella del 1995, che riportò ai massimi storici il distacco tra la crescita dei prezzi italiani e quelli europei.
Se è vero che l'inflazione riflette una riduzione del potere contrattuale dei consumatori nei confronti delle imprese, allora è bene che i cittadini/consumatori facciano sentire la propria voce. Oltre un secolo fa, un grande economista, per esaltare la natura democratica del mercato, disse che i consumatori votano ogni volta che scelgono un prodotto al posto di un altro. se è così, è arrivato il momento di votare contro chi la provoca l'inflazione, boicottando i prodotti, i marchi e le imprese che aumentano eccessivamente i prezzi. in fondo, si tratta solo di dare voce ed un prospettiva politica ai comportamenti individuali e spontanei dei consumatori, collegandoli agli scioperi dei consumi ed alle altre iniziative che si stanno moltiplicando su questo fronte. Potrebbe essere anche l'occasione per ritrovare il gusto di ritrovarsi e di lavorare insieme su un nuovo fronte di lotta. I PRODOTTI CON
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