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IMMIGRAZIONE : LE CIFRE DELLA PRODUTTIVITA’
 

Nell’ambito della sua attività di ricerca economico-sociale nel settore specifico dell’immigrazione, l’Osservatorio Ares 2000 ha cercato di stimare la produttività e i costi sociali (relativi agli ultimi cinque anni) del lavoro di coloro che, provenienti da paesi più poveri, si sono stabiliti nel nostro paese.

Mentre nessuno può contestare il rilevante apporto che tali lavoratori hanno dato e danno allo sviluppo del pianeta Italia, si devono invece registrare ancora forti resistenze ad un loro inserimento pieno nella vita sociale specialmente in tema di servizi e di partecipazione politica.-
 


PRODUTTIVITA’ E COSTI SOCIALI NEGLI ULTIMI CINQUE ANNI

 
 
Gli extracomunitari che lavorano nel nostro paese stimati in circa 800 mila unità con un monte retributivo di circa 18 mila miliardi forniscono un apporto al valore aggiunto nazionale di quasi 70 mila miliardi annui pari al 3,2% del PIL .
L’apporto negli ultimi cinque anni si può stimare in circa 320 mila miliardi.
 
 
 25.000 MILIARDI Ai fini di una più attendibile valutazione sarebbe necessario disporre di una conoscenza molto approfondita e dettagliata dei dati concernenti i lavoratori occupati; questo non risulta ovviamente possibile, per cui dobbiamo necessariamente attenerci ai dati disponibili e a valori per la gran parte stimati.
Dai dati disponibili(Caritas e Ministero del lavoro) i titolari di permesso di soggiorno sono circa 1,2 milioni. Di questi all’inizio del 2000 poco meno di 700 mila risultavano titolari di permesso di soggiorno per lavoro. Considerando il ritardo amministrativo nelle registrazioni e una vischiosità nel cambiamento del titolo di soggiorno si può ragionevolmente prevedere una cifra intorno ad 800 mila lavoratori migranti effettivamente impiegati di cui il 90% lavoratori dipendenti. Peraltro gli iscritti all’INPS sono risultati più di 380 mila di cui solo per il 70% vengono effettivamente pagati i contributi.
Da quanto precede, ma anche sulla base dei risultati di un sondaggio ARES2000 sul lavoro irregolare (vedi tabella 1), non è irrealistico valutare intorno ai 530 mila i lavoratori migranti impiegati in nero di cui quasi l’80% con rapporto totalmente non denunciato.
 
Tab.1 lavoro irregolare per tipo di lavoro svolto
Lavoro regolare
Lavoro Irregolare
Totale
Dipendente
48,1%
51,9%
100,0%
Autonomo
14,3%
85,7%
100,0%
Ambulante
8,0%
92,0%
100,0%
Collab dom
53,8%
46,2%
100,0%
Totale
41,6%
58,4%
100,0%
Dati Ares2000

Sulla base di quest’ultima stima si potrebbe quindi ipotizzare una valutazione del gettito contributivo e fiscale nell’ipotesi che questi lavoratori emergessero dalla clandestinità(cfr. tab.2).
In particolare si può desumere che la fascia in nero si distribuisca in misura del 38% in agricoltura e 62% nei servizi e nell’industria. aliquota media del 18%. Inoltre occorre considerare l’evasione per l’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro.

Tab.2 Mancato gettito contributivo e fiscale nel 2000
 
Stima numero lavoratori
irregolari
Stima retrib.
(miliardi)
Evasione
Contributiva
(miliardi)
Evasione infortuni
(miliardi)
Evasione
Fiscale
(miliardi)
Agricoltura
200.000 
2.375 
380 
95 
389 
Industria servizi
330.000 
7.487 
2.845 
299 
1.335 
Totale
530.000 
9.862 
3.225 
394 
1.724 
Elaborazione ARES su dati del Min.Lavoro INPS e della Caritas

Complessivamente si arriva ad una stima del mancato gettito complessivo intorno ai 5.300 miliardi per il solo 2000. E nell’ultimo quinquennio si può ragionevolmente valutare un mancato gettito di circa 25.000 miliardi

Dal dossier immigrazione Caritas nel 1997 gli infortuni sul lavoro che hanno colpito i lavoratori migranti risultano circa 30 mila. Considerato che il fenomeno presenta un trend crescente, legato anche ad un più intenso impiego di manodopera extracomunitaria, è ragionevole stimare una cifra di oltre 160.0000 infortuni negli ultimi cinque anni (1996-2000) con una maggiore concentrazione nelle industrie metallifere, meccaniche e di trasformazione.
Ma naturalmente tale cifra è sottostimata, in quanto non comprende i casi di infortunio non denunciati, cosa frequentissima quando il lavoro è irregolare. E poiché tra i migranti il lavoro irregolare è prevalente, è facile immaginare che in totale il dato effettivo degli infortuni potrebbero facilmente avvicinarsi a oltre 300.000 (sempre negli ultimi cinque anni.)
 
 
 5.000 MILIARDI Un indice della produttività dei lavoratori migranti è dato anche dalle rimesse inviate dall’Italia nei loro rispettivi paesi. Tali rimesse nel 1998 sono state di 761 miliardi di lire, tenendo conto unicamente dei soldi transitati attraverso le banche. Non sono In via di larga approssimazione, e tenendo conto che il fenomeno è in continua crescita (di circa il 30% all’anno), si può stimare in circa 5.000 miliardi l’ammontare delle rimesse complessive effettuate negli ultimi 5 anni.
 
 
12.000 MILIARDI Come evidenziato nella precedente indagine Ares2000 "Il colore delle case" la condizione abitativa dei migranti in Italia è drammatica. Circa 600.000 stranieri (la popolazione di una città come Genova) sono in costante ricerca di un alloggio e sono costretti nel frattempo ad accettare situazioni indegne di un paese civile(sovraffollamento, baracche, vagoni ferroviari ecc.). I fortunati che riescono a trovare un alloggio pagano canoni in nero e più alti del dovuto.
Calcolando un affitto medio di 6 milioni annui, abbiamo stimato in circa 3.000 miliardi l’ammontare dei canoni versati annualmente in nero dai migranti ai proprietari di casa italiani, ed in circa 12.000 miliardi la spesa per la casa sostenuta dai migranti negli ultimi 5 anni.
 
 
25.000 I migranti sono il 2,2% della popolazione residente, Il 3,2% della forza lavoro e il 70% degli iscritti al collocamento. Il disagio occupazionale va quindi a pesare in maniera assai più pesante su di loro. AGRICOLTURA: 30-40.000 addetti in prevalenza nordafricani ed europei dell’Est)

INDUSTRIA: gli iscritti all’Inps sono 170.000, di cui 41% africani e 38% europei, inseriti nel commercio(28,5%), nella meccanica(24%), nell’edilizia(12%) e nella chimica(10%).LAVORO DOMESTICO: oltre 100.000 assicurati Inps in prevalenza asiatici (42%) e per circa ¾ donne. La manodopera straniera è pari al 50% dell’intera categoria delle colf. I risultati del sondaggio effettuato dall’Ares2000 evidenziano che ad esempio tra le lavoratrici domestiche filippine più del 64% delle intervistate ha la laurea o comunque una istruzione di livello universitario (cfr. Tab.3). LAVORO AUTONOMO- secondo il Ministero dell’Interno i lavoratori stranieri autonomi sarebbero circa 50.000 ma soltanto 4.000 risultano assicurati all’Inps.

Tab.3 Livello scolastico
 
filippini
Nord Africa
india
Totale
Nessuno
1,6%
,6%
Elementare
1,6%
6,3%
17,0%
7,9%
Media inferiore
3,2%
30,2%
13,2%
15,7%
Media superiore
29,0%
55,6%
43,4%
42,7%
Università freq
24,2%
4,8%
17,0%
15,2%
Università laurea
40,3%
3,2%
9,4%
18,0%
100,0%
100,0%
100,0%
100,0%
Dati Ares2000

L’impetuosa crescita del Nord Est

Si può considerare fondata la tesi che attribuisce ai lavoratori immigrati il merito maggiore dell’impetuosa crescita negli ultimi anni dell’industria del Nord Est.
In sei anni il Veneto ha visto infatti più che raddoppiare l’occupazione immigrata.

Incrementi occupazione immigrata 1994-1997 nel Veneto
 
anni 1994 1995 1996 1997
incrementi +2.500 +4.000 +5.000 +4.000
Fonte ISMU

 

Attualmente il 18,4% degli immigrati regolarmente occupati nel sistema delle imprese extra-agricole lavora in un’azienda veneta contro il 14,6% di cinque anni fa tanto che ormai una assunzione su cinque ha come destinatario un migrante.
Il Trentino –Alto Adige ha conosciuto un incremento quasi analogo, molto vicino al 100% e dà lavoro ad un numero di immigrati sicuramente più alto rispetto a regioni più popolose. Il Friuli segue non lontano con un incremento che supera il 65%.
Vi è dunque una stretta relazione tra lo spostamento verso Nord Est del ruolo di locomotiva del sistema produttivo italiano e l’utilizzo di lavoro immigrato.

Tab.4 Le dieci province con più immigrati occupati nelle imprese

----Città 1995(fonte Inps) 2001(stima Ares)
MILANO 11.197 14.500
VICENZA 7.767 10.800
BRESCIA 7.186 10.000
ROMA 5.010 6.000
BOLOGNA 4.795 5.700
MODENA 4.568 5.100
TREVISO 4.526 5.600
BERGAMO 4.307 5.000
TORINO 3.574 4.000
VERONA 3496 4.400
Elaborazione Ares su dati Inps

 


"Immigrazione, le cifre della produttività" fa parte di una più ampia ricerca che l’Ares/Osservatorio Immigrazione ha condotto su Immigrazione e partecipazione politica ("Il colore della democrazia") e che potrà essere resa disponibile ai media solo su espressa richiesta.
 



 
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