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V. Cristoforo
Colombo, 322 - Roma
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06-5131400
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Con la ricerca "Cuba e gli italiani" l’ARES2000 intende mettere
a fuoco alcuni temi di interesse per l’opinione pubblica in un momento
storico di grande attenzione per tutto ciò che riguarda Cuba, la
sua cultura, il suo popolo: il turismo di massa, l’interscambio economico
e culturale, gli effetti dell’embargo, l’immagine di Cuba nell’opinione
pubblica. Cuba è stata sempre presente nella cultura e nella politica,
oggi si ha la sensazione che stia rapidamente diventando un fenomeno di
massa. L’indagine si propone di analizzare l’attuale percezione di Cuba
nell’immaginario collettivo degli italiani e verificare l’influenza di
tale immagine e di sue eventuali distorsioni sui rapporti economici e culturali
tra i due paesi.
ARES 2000 ha realizzato
una indagine sul campo su come gli italiani percepiscono Cuba. Si
tratta di un sondaggio su un campione qualificato di popolazione effettuato
con lo strumento del questionario volto a verificare il tipo di conoscenza
della realtà cubana da parte degli italiani tale da giustificare
l’attuale feeling turistico-culturale per l’isola ed indagare se esistono
tra gli italiani pregiudizi, distorsioni e disinformazioni. Il questionario
è stato somministrato direttamente a fasce socio-economiche e socioculturali
medio alte di popolazione che, in prospettiva, si possono considerare i
potenziali fruitori del "prodotto Cuba". Le domande sono state volutamente
semplificate sia perché il linguaggio degli stereotipi è
per definizione semplificato sia per evitare ogni intermediazione da parte
dell’intervistatore. Si è lasciato tuttavia un consistente numero
di domande "aperte " per consentire agli intervistati una più ampia
libertà di espressione.
Sono state intervistate 600 persone a Roma , Milano , Napoli nel
periodo 27 marzo 14 aprile 2000. Il 54,4 sono uomini il 45,6 donne. Oltre
il 40% ha una laurea. Il 45% è stato più volte all’estero
negli ultimi due anni, il 17% una sola volta. Il 13% è stato almeno
una volta a Cuba.
Le informazioni raccolte sono state elaborate statisticamente sotto
forma di tabelle e grafici e l’analisi è stata condotta disaggregando
i dati secondo alcune variabili esplicative ( come ad esempio per sesso
o l’essere stati o meno a Cuba ) che si è ritenuto potessero influenzare
sensibilmente la percezione del "pianeta Cuba" da parte degli italiani.
Ares2000 ha poi effettuato, ad integrazione di quello nazionale, un
secondo sondaggio rivolto ad un campione di spettatori (120) del concerto-evento
di Compay Segundo (il novantenne musicista cubano reso famoso dal film
di Wenders) tenutosi al Palazzo dello Sport di Roma il 7 aprile di quest’anno.
Considerando il particolare campione di popolazione ( persone motivate
e sensibilizzate) i risultati delle interviste in particolare quelli che
si sono differenziati significativamente dal campione nazionale hanno costituito
un ulteriore spunto di analisi.
Insieme all’indagine diretta sui testimoni privilegiati e al quadro
socio-economico di base i sondaggi completano il quadro conoscitivo che
ci si era proposti e soprattutto forniscono utilissime indicazioni sugli
attuali rapporti italo-cubani e sul perché dell’attuale boom di
interesse turistico e culturale.
CUBA ………..è sempre il"Che"
Nella percezione degli italiani quale è l’immagine simbolo più rappresentativa della realtà cubana
| %
|
|
| paese rivoluzione e Che | 42,9 |
| condizionato embargo | 22,4 |
| salsa sole e mare | 14,3 |
| isola libertà sessuale | 10,0 |
| sviluppo umano e civile | 5,7 |
| altro | 3,7 |
| non so | 1,0 |
Tre sono le immagini-simbolo percepite come le più rappresentative. La prima è quella tradizionale e consolidata del " paese della rivoluzione e del Che" che raccoglie ben il 42,9 % delle risposte, un’ etichetta che si potrebbe dire appartenere in parte ad uno "stereotipo politico" evocativo di un immaginario romantico e di ideali ancora radicati, tuttora centrale nella dimensione del mercato turistico.
Al secondo posto, con il 22,4% delle risposte, si trova un " paese condizionato dall’embargo" un’ immagine concretamente politica, testimonianza di una percezione più reale dei rapporti e degli interessi che si muovono nell’area geopolitica.
Il "paese della salsa sole e mare" raccoglie poi il 14,3% delle risposte. Un’ immagine che si potrebbe definire lo "stereotipo della vacanza di evasione" che tuttavia non raggiunge in questo campione percentuali significative anche rispetto ad una offerta e promozione turistica che vorrebbe ancora privilegiarla.
In controtendenza rispetto ai più diffusi stereotipi tra gli intervistati solo il 10 % percepisce Cuba come "l’isola della libertà sessuale" con una significativa accentuazione per gli uomini, 15% maschile contro 4,6% femminile. Sembrerebbe quindi in calo l’appeal sessualturistico di recente disincentivato nell’isola con provvedimenti di tipo repressivo.
Complessivamente la bassa percentuale di opzioni per evasione e sesso sembra confermare per la fascia medio alta della popolazione una maggiore attenzione per ciò che Cuba rappresenta e ha rappresentato in termini socio-politici e culturali.
Il basso numero di risposte ottenuto (5,7% ) dall’immagine di "paese di grande sviluppo civile e umano", per una realtà che comunque, pur tra grandi difficoltà e contraddizioni per molti parametri socio-sanitari è al livello dei paesi più avanzati, fa capire le difficoltà di correggere vecchi pregiudizi e storture conoscitive.
E l’immagine del "Che" , come si vede, colpisce di più le donne che risultano maggiormente sensibilizzate anche rispetto alle opzioni più concretamente politiche.
| maschio % | femmina % | |
| paese rivoluz e CHE | 38,9 | 47,1 |
| condizionato embargo | 19,5 | 26,5 |
| salsa sole e mare | 15,4 | 12,6 |
| isola libertà sessuale | 14,8 | 4,6 |
| sviluppo umano e civile | 4,9 | 6,9 |
| altro | 4,9 | 2,3 |
| non so | 1,6 | 0,0 |
| 100,0 | 100,0 |
% sulle risposte
Criminalità …….no problem
?
La seconda domanda proposta nel questionario mira a definire il grado di conoscenza oggettiva dei problemi più urgenti di natura economica e sociale che deve affrontare Cuba.
Quali sono i problemi più urgenti che deve affrontare
Cuba
| % Risposte
|
|
| basso tenore di vita | 29,4 |
| diritti umani | 15,4 |
| scarso sviluppo tecnologico | 14,9 |
| relazioni con USA | 11,5 |
| prostituzione | 8,9 |
| infrastrutture | 8,2 |
| sanità istruzione | 8,1 |
| altro | 1,7 |
| non so | 1,0 |
| criminalità | 1,0 |
|
Totale risposte
|
100,0 |
Il problema della violazione dei Diritti umani non è ai primissimi posti nelle preoccupazioni degli italiani (15% delle risposte) anche se è presente come problema aperto.
Può essere interessante confrontare le risposte di coloro (13%
del campione) che sono stati a Cuba almeno una volta (Cuba si) e coloro
che non sono mai andati (Cuba no). Da notare infatti che quasi la metà
di coloro che hanno già visitato il paese considera il "basso
tenore di vita" il problema più grave contro il 26,6% indicato
da coloro che non ci sono mai andati. Peraltro quasi nessuno (0,3% di coloro
che ci sono andati) considera un problema prioritario "Sanità e
istruzione" che oggettivamente hanno una tenuta eccellente, a fronte di
tutte le difficoltà che incontrano.
| Cuba no | Cuba sì | |
| basso tenore di vita | 26,6 | 46,9 |
| diritti umani | 15,4 | 15,6 |
| scarso sviluppo tecn. | 15,3 | 12,2 |
| relazioni con USA | 11,2 | 12,5 |
| sanità istruzione | 8,5 | 0,3 |
| infrastrutture | 9,1 | 3,1 |
| prostituzione | 9,8 | 6,3 |
| criminalità | 1,2 | 0,0 |
| altro | 1,6 | 3,1 |
| non so | 1,1 | 0,0 |
|
|
|
||
|
no
|
si
|
||
| modo unico |
39,6%
|
72,2%
|
44,0%
|
| quello africano |
4,5%
|
5,6%
|
4,8%
|
| a quello europeo |
0,9%
|
0,0%
|
0,6%
|
| non so |
9,9%
|
5,6%
|
9,5%
|
|
100,0%
|
100,0%
|
100,0%
|
|
Per tutti gli intervistati nel 44 % delle indicazioni lo stile di vita è unico non paragonabile a nessun altro paese. Per il 41,1% è simile a quello sud americano. Se si conosce minimamente la realtà cubana si può convenire che quanto indicato non è un pregiudizio ma piuttosto una constatazione oggettiva.
Basti pensare agli aspetti unici spesso surreali della vita quotidiana dei cubani, portato di una storia unica e in continuo divenire, dove necessità e bisogni insoddisfatti da paese povero del mondo si accompagnano alla prorompente e vitalissima espressività del carattere cubano. E il Sudamerica è lì con la grande passione dei cubani per le telenovelas protagoniste incontrastate delle serate televisive come a Rio o a Bogotà e con i continui scambi politici e culturali tra Caraibi e continente Latino Americano.
Wim Wenders nel libro del film Buena Vista osserva " qualsiasi persona incontravi , ti guardava in faccia apertamente. Quasi mai sguardi cupi , mai invidiosi o risentiti . Piuttosto da mattina a sera, occhi sereni: ogni sorriso riceveva un sorriso in risposta…". Qualcuno dice che la gente sta cambiando, forse è anche giusto o forse no ma di certo tenderà a sfumare quel "modo unico" peraltro indicato nel 72,2% da chi "è già stato" nell’isola caraibica ( a fronte del 39,6% espresso da chi non è mai stato a Cuba) e così tenacemente radicato nella percezione di molti italiani.
TRASFERISI A CUBA? ………… di corsa!
Per conoscere il grado di interesse degli intervistati per un eventuale trasferimento a Cuba è stato domandato:
"se le offrissero di trasferirsi a Cuba per due o tre anni come reagirebbe ?"
|
|
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maschio
|
femmina
|
|
|
| andrei di corsa |
34,1%
|
17,9%
|
27,5%
|
| andrei con qualche esitazione |
35,4%
|
35,7%
|
35,5%
|
| non andrei affatto |
18,3%
|
23,2%
|
20,3%
|
| solo con un grosso incentivo |
12,2%
|
23,2%
|
16,7%
|
|
100,0%
|
100,0%
|
100,0%
|
|
Questa è una domanda chiave anche sotto il profilo psicologico perché mette l’intervistato nella possibilità di esercitare un’ opzione anche se virtuale che lo riguarda direttamente; quindi, considerando che con quasi l’80% delle risposte (che diventano più del 90% per coloro che già sono stati a Cuba) gli italiani si trasferirebbero a Cuba questo rappresenta una prova ulteriore della forte corrente di simpatia che unisce i due paesi.
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||
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|
|
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| andrei con qualche esitazione |
|
|
| andrei di corsa |
|
|
| non andrei affatto |
|
|
| solo con un grosso incentivo |
|
|
| Totale |
|
|
OTTO IN SIMPATIA
La reciproca simpatia tra i popoli genera non solo pace ma soprattutto nuovi rapporti e nuovo sviluppo . E’ stato dunque chiesto agli intervistati di misurare con un scala di voti da 1 a 10 il grado di simpatia che suscita il popolo cubano.
|
|
Totale
|
||
|
NO
|
SI
|
||
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|
10,9%
|
5,6%
|
8,0%
|
|
|
15,5%
|
16,7%
|
15,8%
|
|
|
20,0%
|
16,7%
|
19,5%
|
|
|
24,5%
|
27,8%
|
25,5%
|
|
|
12,7%
|
11,1%
|
12,5%
|
|
|
16,4%
|
22,2%
|
18,7%
|
|
|
100,0%
|
100,0%
|
100,0%
|
AMARE CUBA ………alla tv
Attraverso quali canali si è formata la sua idea di Cuba
|
|
% Risposte |
| televisione | 26,7 |
| racconti di amici | 21,7 |
| giornali riviste | 14,5 |
| lettura libri | 10,4 |
| quello che si dice | 8,6 |
| cinema | 8,1 |
| viaggi | 8,1 |
| altro | 1,8 |
| 100,0 |
Sono in generale i mass media i grandi veicoli dell’informazione di
ogni paese; in particolare, la televisione e i giornali raccolgono il 41,2
% delle risposte. Per Cuba sembrano funzionare bene anche i canali diretti:
amici e viaggi ottengono infatti il 30% delle risposte. Libri e cinema
raccolgono il 18,5 % che, considerando il livello culturale del campione
e il livello della cultura cubana, non sembra particolarmente esaltante.
Questa risposte non richiedono altri commenti: potrebbero costituire una
buona base di strategie di marketing per la promozione di una nuova immagine
di Cuba.
Perché andare a CUBA?
| bellezze naturali | 31,9 |
| aspetti culturali | 22,6 |
| musica | 13,7 |
| visitare uno dei pochi paesi socialisti | 13,5 |
| perché si spende poco | 5,6 |
| perché se ne parla bene | 5,2 |
| per affari | 1,7 |
| non so | 2,0 |
| altro | 3,8 |
| Totale risposte | 100,0 |
Sulle motivazioni gli intervistati hanno le idee abbastanza chiare,
solo un 2% di non so. Pochi andrebbero spinti da voglia di concludere
affari. Natura, cultura e musica sono ai primi posti più
del 69% delle risposte. Il 13,5 % per visitare uno degli ultimi paesi
socialisti, molti tuttavia tendono a precisare che non si tratta di
visitare una sorta di riserva ma di voglia di conoscere e capire. Pochi
credono che si spenda poco e nessuno ci crede se è già stato
a Cuba.
| Cuba no | Cuba sì | |
| bellezze naturali | 35,0 | 16,5 |
| aspetti culturali | 23,1 | 22,9 |
| musica | 12,6 | 22,9 |
| visitare uno dei pochi | 12,4 | 20,0 |
| perché si spende poco | 5,8 | 0,5 |
| perché se ne parla bene | 5,3 | 0,4 |
| per affari | 1,8 | 0,3 |
| non so | 0,5 | 8,4 |
| altro | 3,5 | 8,1 |
| 100,0 | 100,0 |
GLI EVENTI CHE PIU’ COLPISCONO:
……Elian non fa audience
| embargo | 33,2 |
| visita Papa | 28,3 |
| boom turistico | 21,1 |
| caso bambino Elian | 6,6 |
| altro | 4,8 |
| nessuno in particolare | 6,0 |
Gli italiani sono molto attenti per tutto ciò che riguarda Cuba. Infatti appena il 6% delle risposte indica "nessun evento particolare". Più attenti ai grandi temi che all'attualità. Al primo posto con un terzo delle risposte pongono "l'embargo" , seguono immediatamente dopo "la visita del Papa" e " il boom turistico". Il caso del "bambino Elian" nonostante la copertura mediatica raccoglie poco meno del 7% delle risposte. Tra gli "altro" vengono indicati l'emigrazione clandestina verso gli Stati Uniti (Balseros) e i ricorrenti e devastanti cicloni che investono l'isola.
Come già detto Ares2000 ha anche effettuato un sondaggio tra i partecipanti al concerto di Compay Segundo svoltosi il 7 Aprile 2000. Sono state intervistate direttamente 120 persone scelte a caso tra i circa 3000 partecipanti. Si tratta di un campione di amanti della musica cubana sicuramente più immersi e motivati per tutto ciò che riguarda Cuba, con una percentuale di laureati maggiore rispetto al campione nazionale 65% contro il 40%. Inoltre nel campione che definiremo "Compay" diversamente dal campione che definiremo "nazionale", la percentuale degli intervistati che ha compiuto più di un viaggio all’estero risulta essere dell’84% contro il 45% nazionale; ; il 20% è stato almeno una volta a Cuba contro il 13% di quello Nazionale.
I risultati riguardano strettamente il campione esaminato che dal confronto con il campione nazionale può far emergere ulteriori spunti di riflessione .
CUBA: ……..sei sempre più "Che"
La percezione di Cuba
| Campione Company | Campione nazionale | |
| paese rivoluzione e Che | 46,9 | 42,9 |
| condizionato embargo | 24,5 | 22,4 |
| salsa sole e mare | 12,2 | 14,3 |
| isola libertà sessuale | 6,1 | 10,0 |
| sviluppo umano e civile | 6,1 | 5,7 |
| altro | 4,1 | 3,7 |
| non so | 0,0 | 1,0 |
| 100,0 | 100,0 |
| Campione Company | Campione nazionale | |
| basso tenore di vita | 37,3 | 29,4 |
| diritti umani | 19,6 | 15,4 |
| prostituzione | 13,7 | 8,9 |
| scarso sviluppo tecnologico | 9,8 | 14,9 |
| sanità istruzione | 7,8 | 8,1 |
| infrastrutture | 5,9 | 8,2 |
| relazioni con USA | 5,9 | 11,5 |
| criminalità | 0,0 | 1,0 |
| altro, non so | 0,0 | 2,7 |
| 100,0 | 100,0 |
PERCHE' VISITARE CUBA: ……. per
la sua musica
| Campione Company | Campione nazionale | |
| bellezze naturali | 23,5 | 31,9 |
| aspetti culturali | 26,5 | 22,6 |
| musica | 22,1 | 13,7 |
| visitare uno dei pochi paesi socialisti | 13,2 | 13,5 |
| perché si spende poco | 1,5 | 5,6 |
| perché se ne parla bene | 4,4 | 5,2 |
| per affari | 0,0 | 1,7 |
| non so | 4,4 | 2,0 |
| altro | 4,4 | 3,8 |
| 100,0 | 100,0 |
SIMPATIA : ………Cuba piace di più alle donne
| sesso |
|
Camp. Nazionale |
| maschio |
|
|
| femmina |
|
|
| Totale |
|
|
TRASFERIRSI A CUBA: ……..sempre piu’ di corsa
|
Camp. "compay"
|
Camp. "nazionale"
|
|
| Solo con un grosso incentivo |
15,9
|
16,7
|
| Andrei con qualche esitazione |
25,7
|
35,5
|
| Non andrei affatto |
5,7
|
20,3
|
| Andrei di corsa |
52,7
|
27,5
|
| Totale |
100,0
|
100,0
|
COME HO CONOSCIUTO CUBA
: …….amici, cinema e libri
| Campione Company | Campione nazionale | |
| televisione | 12,7 | 26,8 |
| giornali, riviste | 13,4 | 14,5 |
| racconti di amici | 19,4 | 21,7 |
| lettura libri | 17,4 | 10,4 |
| quello che si dice | 6,3 | 8,6 |
| cinema | 15,9 | 8,1 |
| viaggi | 13,4 | 8,1 |
| altro | 1,5 | 1,8 |
| 100,0 | 100,0 |
EVENTI: "
Elian" …..sempre poca audience
| Campione Company | Campione nazionale | |
| embargo | 46,3 | 33,2 |
| visita Papa | 29,3 | 28,3 |
| boom turistico | 19,5 | 21,1 |
| caso del bambino Elian | 2,4 | 6,6 |
| altro | 1,5 | 4,8 |
| nessuno in particolare | 1,0 | 6,0 |
| 100,0 | 100,0 |
Per offrire un ulteriore elemento di valutazione è sembrato interessante indagare anche su come i cubani percepiscono l’Italia. Ci siamo serviti dei risultati di interviste qualitative fatte ad un campione di Cubani residenti all’Avana diversi per sesso, età e professione . In sintesi i principali risultati sono stati i seguenti.
Contemporaneamente al boom del turismo è andato intensificandosi nell’opinione pubblica italiana un interesse acutissimo per tutto ciò che riguarda Cuba. Dalla narrativa al cinema alla musica, mai come oggi l’isola caraibica affascina l’occidente.
Forse è moda o forse si tratta di un fenomeno riconducibile ad una specie di reazione, soprattutto da parte dei più giovani, verso l’omologazione consumistica.
Come diversamente si può spiegare l’afflato e l’entusiasmo con cui 12.000 giovanissimi hanno seguito il concerto di Guccini che cantava Che Guevara, l’enorme successo di un film come Buena Vista Social Club, dei concerti dei musicisti cubani (i più recenti quello dell’ultranovantenne Compay Segundo al Palaeur di Roma quello di Ibrahim Ferrer e Roben Gonzalez a Santa Cecilia sempre nella capitale) l’incremento delle vendite dei sigari cubani vero e proprio "prodotto culturale" la cui esportazione è stata recentemente liberalizzata?
Negli ultimi due anni si sono moltiplicate le edizioni e le ristampe degli scritti (diari) di Che Guevara (le presentazioni pubbliche del diario inedito del secondo viaggio in America Latina 1953-1956 "Otra vez" fanno il pieno di giovani e giovanissimi), dei saggi politico-sociali su Cuba (se ne possono contare una trentina di tutte le angolature e sfumature), delle guide turistiche ( circa venti), mentre importanti case editoriali da alcuni anni sono molto attente a scoprire nuovi autori cubani.
Proliferano in quasi tutte le città italiane i locali dove si mangia o si balla o si suona cubano. A Roma e Milano sfiorano ormai il centinaio e molti sono gestiti da cubani.
Musica, ballo, letteratura, arti plastiche, antropologia trovano a Cuba terreno fertile fin dagli albori dell’800. Chi pensa all’Avana pensa a tutte queste cose insieme, oltre che alla socialità innata della gente di quell’isola ed alla particolare collocazione geografica di "chiave" delle Antille, passaggio obbligato per la via di accesso tra le due Americhe del Nord e del Sud fin dai tempi in cui era una colonia spagnola.
Ecco spiegato il boom italiano (ma si potrebbe dire europeo ) di volumi dedicati a Cuba che si trovano in libreria, oltre a quello della "Musica made in La Habana" e del cinema cubano che torna ad incuriosire perfino la platea del Festival di Cannes (Lista de Espera, ultimo film di Juan Carlos Tabio).
"La nouvelle vague cubana"
L’Europa e in particolare l’Italia ha trovato nella Cuba letteraria un luogo tutto da scoprire, dove trarre storie non soltanto esotiche ma realmente nuove e originali.
Secondo Arturo Arango, autore di "Lista d’attesa" da cui il regista Juan Carlos Tabìo, coautore di "Fragole e cioccolato" ha già tratto un film, "i cubani sono di moda, sono qualcosa di curioso, qualcosa di strano da comprendere e il mondo vuole sapere come vivono, cosa pensano e qual’ è il loro destino. E per rispondere a queste domande l’arte e la letteratura sono sempre state utili".
A parlare di Cuba sono spesso scrittori che vivono lontano dall’isola, in esilio, come ad esempio la scrittrice quarantenne Zoè Valdés, trasferitasi a Parigi, dove è ambientato il suo "Cafè Nostalgia"(ed.Frassinelli) in cui l’esilio diventa per la protagonista Marcella una condizione dell’anima. L’editore Besa ha pubblicato in questi giorni il romanzo cubano "Silenzi" scritto da Carla Suarez, una scrittrice cubana che vive a Roma e che racconta attraverso la sua esperienza di vita il passaggio traumatico tra due periodi storici prima e durante il "periodo special"
Altri invece, come Abilio Estèvez è invece rimasto a Cuba, a scrivere "Tuo è il regno" (ed.Adelphi), una personalissima e godibile storia della rivoluzione.
C’è poi un nutrito gruppo di giovani scrittori che hanno meglio assimilato le lezioni nordamericane e che mantengono un saldo legame con il giornalismo, riuscendo a raccontare i lati più oscuri e contraddittori di Cuba. Si tratta ad esempio di Leonardo Padura Fuentes ("Passato remoto" pubblicato in Italia da Marco Tropea) o di Justo Vasco e Daniel Chavarria ("Ritorno di fiamma " dello stesso editore).
Una delle tante leggende che fioriscono a Cuba riguarda ciò che accadde una notte di ottant’anni fa, quando un’esplosione al Teatro Nacional dell’Avana interrompe una rappresentazione dell’Aida con protagonista il famoso Enrico Caruso. Da quel momento le tracce del grande tenore si perdono e per giorni e giorni non si hanno più notizie. Mayra Montero, una scrittrice di origine cubana, nel suo libro "Come un tuo messaggero" pubblicato da Guanda, ha cercato di ricostruire quei giorni, imbastendo una storia avventurosa in cui si mescolano amore e riti della Santeria, un thriller misterioso e affascinante.
Come risulta dalle tabelle seguenti nel 1999 si è registrata una leggera flessione ma i dati parziali del 2000 fanno già prevedere un recupero: si viaggia insomma ad una media di circa 1.800 matrimoni annui, il che corrisponde a più del 12% dei matrimoni misti che ogni anno vengono celebrati in Italia. Gran parte dei matrimoni viene celebrato a Cuba al ritmo di tre o quattro matrimoni al giorno media che rischia di paralizzare l’Ambasciata italiana nell’isola. Naturalmente non sono tutte rose. Oltre al passaggio talvolta traumatico dal sogno ad una realtà quotidiana di un paese con abitudini e culture molto diverse può influire negativamente sul ménage familiare l’estrema difficoltà per il cubano di trovare un lavoro adeguato: i titoli conseguiti a Cuba non trovano ancora riconoscimento in Italia, per cui magari una specialista in pediatria deve adattarsi a fare la colf. Di conseguenza , dopo un anno o al massimo due dal matrimonio, fioccano le separazioni (intorno al 50-60 %). Ciononostante le unioni matrimoniali stabili tra cubane e italiani e tra italiane e cubani sono attualmente stimabili intorno alle 5 mila.
|
Anno
|
|
|
|
|
|
|
|
fino 95
|
450
|
150
|
600
|
60
|
540
|
|
|
1995
|
331
|
180
|
511
|
102
|
409
|
|
|
1996
|
524
|
240
|
764
|
168
|
596
|
|
|
1997
|
908
|
290
|
1.198
|
323
|
875
|
|
|
1998
|
2.000
|
310
|
2.310
|
809
|
1.502
|
|
|
1999
|
1.447
|
320
|
1.767
|
654
|
1.113
|
|
|
2000
|
1.600
|
340
|
1.940
|
776
|
1.164
|
|
Molto meno numerose risultano le coppie sposate residenti a Cuba forse
per la difficoltà per gli italiani di ottenere la cittadinanza cubana;
in compenso sono più stabili si può presumere sia per una
scelta particolarmente ponderata ( se si considera che la vita in Cuba
presenta intrinseche oggettive difficoltà ) che per un contesto
meno convulso e stressante rispetto a quella delle città italiane.
| matrimoni | separazioni | differenza | |
| fino al 95 |
600
|
330
|
270
|
|
1995
|
511
|
281
|
230
|
|
1996
|
764
|
420
|
344
|
|
1997
|
1.198
|
659
|
539
|
|
1998
|
2.310
|
1.271
|
1.040
|
|
1999
|
1.767
|
972
|
795
|
|
2000
|
1.940
|
776
|
1.164
|
| totale |
9.090
|
4.709
|
4.382
|
Quando si parla di Cuba e di come il mondo vi si relaziona colpiscono contrasti e paradossi. Economia in sofferenza e standards socio sanitari tra i primi al mondo, paesi che attuano un feroce embargo e paesi che generosamente cooperano e solidarizzano. Cuba attrae o respinge. Destino inevitabile di un paese unico e orgoglioso nel conformismo dilagante della globalizzazione.
Attraverso analisi e valutazioni derivanti dall’inchiesta Ares2000 su testimoni privilegiati e dai dati di istituzioni economiche nazionali e internazionali ( ICE, ISTAT,FMI, ONU) si completa il quadro complessivo della percezione di Cuba in Italia considerando in particolare le iniziative concrete del nostro paese nel campo economico e della cooperazione.
La dinamica dell’interscambio mostra la posizione di Cuba rispetto ad
altri paesi dell’America Latina. L’import, dopo il drammatico crollo nel
1992, stenta a risalire mantenendosi tuttora ai livelli più bassi
dell’insieme dei paesi .
|
|
||||||||
|
1991
|
1992
|
1993
|
1994
|
1995
|
1996
|
1997
|
1998
|
|
| Argentina |
8.275
|
14.862
|
16.773
|
22.364
|
19.304
|
23.851
|
30.272
|
32.796
|
| Bolivia |
994
|
1.137
|
1.205
|
1.207
|
1.448
|
1.635
|
1.895
|
2.667
|
| Brasile |
25.531
|
22.610
|
30.984
|
36.387
|
54.363
|
58.907
|
68.132
|
64.354
|
| Cile |
7.688
|
9.853
|
10.968
|
11.628
|
15.479
|
17.439
|
18.997
|
20.959
|
| Colombia |
4.955
|
6.686
|
9.809
|
11.628
|
15.479
|
17.439
|
18.997
|
20.959
|
| Costa Rica |
1.850
|
2.789
|
2.926
|
3.671
|
3.736
|
3.824
|
4.313
|
4.970
|
| Cuba |
2.361
|
1.517
|
1.561
|
1.875
|
2.646
|
3.009
|
2.652
|
2.667
|
| Dominica |
2.102
|
2.483
|
2.695
|
4.657
|
4.864
|
5.727
|
6.466
|
7.977
|
| Ecuador |
2.399
|
2.503
|
2.553
|
3.622
|
4.193
|
4.464
|
5.246
|
5.778
|
| Guatemala |
1.893
|
2.562
|
2.600
|
2.652
|
3.293
|
3.146
|
4.036
|
4.991
|
| Honduras |
880
|
668
|
1.869
|
1.335
|
2.579
|
3.159
|
3.752
|
4.365
|
| Messico |
49.867
|
62.129
|
65.365
|
79.346
|
72.542
|
89.471
|
109.808
|
106.900
|
| Perù |
2.476
|
3.744
|
4.009
|
5.565
|
7.537
|
7.623
|
8.192
|
7.646
|
| Paraguay |
1.319
|
1.278
|
1.520
|
2.153
|
2.898
|
2.851
|
3.591
|
3.906
|
| Panama |
1.695
|
2.024
|
2.187
|
2.404
|
11.054
|
2.387
|
19.131
|
24.108
|
| Venezuela |
10.042
|
12.342
|
11.271
|
8.277
|
11.204
|
10.933
|
14.723
|
15.418
|
| Uruguay |
1.552
|
2.010
|
2.344
|
2.785
|
2.867
|
3.323
|
3.715
|
4.823
|
| TOTALE |
125.879
|
151.197
|
170.639
|
201.556
|
235.486
|
259.188
|
323.918
|
335.284
|
Le quote di mercato del pur modesto import di Cuba sono detenute
per più del 50% dai paesi dell’Unione Europea con Francia e
Italia ai primi posti . Per il resto fanno la parte del leone i
paesi dell’America Centro meridionale, Canada e Cina. L’Italia è
molto presente nel settore del commercio e i suoi prodotti sono molto apprezzati
nell’isola. Per migliorare i servizi pubblici alla popolazione sono state
create società miste (cubane estere) ad esempio per le forniture
di acqua (società spagnole per gli acquedotti) e per le forniture
di gas da cucina (società francesi).
|
|
||||||||
|
1991
|
1992
|
1993
|
1994
|
1995
|
1996
|
1997
|
1998
|
|
|
|
||||||||
|
2.361
|
1.517
|
1.561
|
1.875
|
2.646
|
3.009
|
2.652
|
2.667
|
|
|
|
||||||||
| UNIONE EUROPEA |
38,4
|
43,1
|
40,1
|
39,8
|
38,7
|
36,8
|
42,5
|
50,2
|
| Italia |
7,3
|
7,4
|
4,5
|
3,7
|
3,4
|
4,1
|
5,0
|
7,6
|
| Germania |
5,8
|
4,0
|
2,8
|
2,4
|
2,9
|
2,6
|
2,5
|
3,1
|
| Francia |
2,9
|
6,5
|
8,8
|
7,9
|
6,2
|
7,2
|
8,8
|
10,1
|
| Regno Unito |
2,3
|
4,2
|
1,5
|
2,5
|
1,2
|
1,4
|
1,3
|
2,3
|
| Altri paesi |
20,1
|
21,0
|
22,4
|
23,3
|
25,1
|
21,6
|
24,9
|
27,1
|
| EUROPA CENTRO-ORIENTALE |
1,9
|
2,5
|
8,4
|
15,7
|
12,3
|
18,7
|
13,9
|
6,4
|
| ALTRI PAESI D'EUROPA |
1,2
|
1,8
|
1,0
|
1,3
|
0,7
|
0,4
|
0,5
|
0,5
|
| AFRICA SETTENTRIONALE |
0,7
|
0,4
|
0,7
|
0,3
|
0,8
|
0,6
|
0,5
|
0,6
|
| ALTRI PAESI AFRICANI |
0,5
|
0,7
|
1,1
|
1,0
|
1,0
|
0,9
|
1,9
|
2,2
|
| AMERICA SETTENTRIONALE |
5,4
|
6,9
|
7,4
|
3,6
|
7,6
|
6,4
|
10,4
|
10,0
|
| Stati Uniti |
0,1
|
0,1
|
0,2
|
0,3
|
0,2
|
0,2
|
0,4
|
0,1
|
| AMERICA CENTRALE E MERIDIONALE |
36,1
|
23,8
|
23,8
|
24,9
|
27,8
|
26,4
|
17,8
|
17,7
|
| MEDIO ORIENTE |
0,0
|
1,3
|
0,0
|
0,0
|
0,0
|
0,0
|
0,0
|
0,1
|
| ASIA CENTRALE |
0,1
|
0,1
|
0,0
|
0,0
|
0,0
|
0,0
|
0,2
|
0,2
|
| ASIA ORIENTALE |
13,2
|
17,2
|
17,3
|
12,9
|
10,1
|
8,2
|
10,3
|
10,5
|
| Cina |
10,5
|
14,5
|
12,5
|
8,6
|
6,1
|
3,7
|
6,5
|
5,7
|
| Giappone |
1,7
|
1,3
|
1,3
|
1,3
|
0,8
|
0,9
|
0,9
|
0,9
|
| OCEANIA |
2,1
|
1,8
|
0,2
|
0,5
|
0,7
|
0,9
|
1,1
|
0,9
|
| Totale import |
100,0
|
100,0
|
100,0
|
100,0
|
100,0
|
100,0
|
100,0
|
100,0
|
Per quanto riguarda l’Italia risulta una notevole crescita delle esportazioni
verso Cuba. Pur rimanendo su livelli relativamente modesti la crescita
nel 1998 (334 miliardi di lire) è aumentata del 61% rispetto all’anno
precedente. In particolare nei settori abbigliamento carta e calzaturiero,
chimico farmaceutico e mezzi di trasporto.
|
|
|
|
|
1997
|
1998
|
|
| Prodotti dell'agricoltura, della silvicolt. e pesca |
0,2
|
0,2
|
| Prodotti delle miniere e delle cave |
0,4
|
0,9
|
| Prodotti alimentari, bevande e tabacco |
13,4
|
14,8
|
| Prodotti tessili |
7,7
|
8,4
|
| Articoli di abbigliamento e pellicce |
2,1
|
4,9
|
| Cuoio e prodotti in cuoio |
3,5
|
8,5
|
| Legno e prodotti in legno |
0,5
|
0,9
|
| Carta e prodotti di carta, stampa ed editoria |
4,3
|
6,4
|
| Prodotti petroliferi raffinati |
0,5
|
8,8
|
| Prodotti chimici e fibre sintetiche e artificiali |
9,8
|
18,9
|
| Articoli in gomma e in materie plastiche |
12,8
|
18,2
|
| Prodotti della lavorazione di minerali non metall. |
10,6
|
15,9
|
| Metalli e prodotti in metallo |
17,5
|
26,7
|
| Macchine e apparecchi meccanici |
64,4
|
82,2
|
| Apparecchi elettrici e di precisione |
33,0
|
66,5
|
| Autoveicoli |
12,3
|
23,2
|
| Altri mezzi di trasporto |
0,6
|
3,8
|
| Mobili |
11,0
|
20,5
|
| Altri prodotti dell'ind. Manifatt.ra (escl. Mobili) |
2,5
|
3,7
|
| Energia elettrica, gas, acqua e altri prodotti |
0,0
|
0,0
|
| TOTALE |
207,2
|
333,6
|
Anche le istituzioni italiane hanno mostrato un certo attivismo per favorire il commercio e gli investimenti a Cuba. Ad esempio è stato raggiunto un accordo sulla ristrutturazione del debito estero cubano e la Sace ha aperto nuove linee di credito e di assicurazione alle esportazioni italiane.
A fronte delle difficoltà dell’economia e del giudizio critico
che ne danno molti istituti e organizzazioni economiche occidentali che
considerano infatti Cuba un paese a rischio elevato specie in rapporto
alla crescita interna, all’inflazione ed al deprezzamento monetario si
deve rilevare come venga ampiamente riconosciuta a Cuba una condizione
di elevato sviluppo civile con standards non inferiori a quelli dei paesi
più industrializzati.
Le tabelle seguenti che riportano dati sulla speranza di vita e sulla
mortalità infantile, tratte dal rapporto annuale sullo Stato del
Mondo ed elaborati su fonti ONU e Banca Mondiale, illustrano abbastanza
chiaramente i risultati raggiunti nel campo socio sanitario.
I dati acquistano una valenza più significativa se raffrontati
ad esempio agli standards esistenti negli altri paesi centroamericani.
|
|
|
|
|
|
|
|
| Rep. Dominicana |
8,1
|
34
|
68,9
|
73,1
|
33,0
|
4,5
|
| Giamaica |
2,5
|
12
|
72,4
|
76,8
|
30,2
|
6,4
|
| Haiti |
7,4
|
82
|
52,8
|
56,0
|
40,1
|
3,8
|
| Puerto Rico |
3,8
|
9
|
72,5
|
80,5
|
24,1
|
10,5
|
| Trinidad e Tobago |
1,3
|
14
|
71,5
|
76,2
|
26,1
|
6,5
|
| Cuba |
11,1
|
9
|
74,2
|
78,0
|
21,2
|
9,6
|
| Costa Rica |
3,6
|
12
|
74,5
|
79,2
|
33,1
|
5,1
|
| Guatemala |
11,2
|
40
|
64,7
|
69,8
|
42,9
|
3,7
|
| Honduras |
6,0
|
35
|
67,5
|
72,3
|
41,7
|
3,5
|
| Messico |
94,3
|
31
|
69,5
|
75,5
|
33,2
|
4,7
|
| Nicaragua |
4,4
|
44
|
65,8
|
70,6
|
40,8
|
3,2
|
| Panama |
2,7
|
21
|
71,8
|
76,4
|
31,3
|
5,6
|
| El Salvador |
5,9
|
39
|
66,5
|
72,5
|
35,6
|
4,7
|
| Argentina |
35,7
|
22
|
69,6
|
76,8
|
27,7
|
9,7
|
| Bolivia |
7,8
|
66
|
59,8
|
63,2
|
39,6
|
4,0
|
| Brasile |
163,1
|
42
|
63,4
|
71,2
|
28,4
|
5,2
|
| Cile |
14,6
|
13
|
72,3
|
78,3
|
28,5
|
7,1
|
| Colombia |
37,1
|
24
|
68,2
|
73,7
|
32,5
|
4,6
|
| Ecuador |
11,9
|
46
|
67,3
|
72,5
|
33,8
|
4,7
|
| Paraguay |
5,1
|
39
|
67,5
|
72,0
|
39,6
|
3,5
|
| Perù |
24,4
|
45
|
65,9
|
70,9
|
33,4
|
4,8
|
| Uraguay |
3,2
|
17
|
69,6
|
76,1
|
23,9
|
12,7
|
| Venezuela |
22,8
|
21
|
70,0
|
75,7
|
34,0
|
4,4
|
| Stati Uniti |
271,6
|
7
|
73,4
|
80,1
|
21,4
|
12,4
|
| Italia |
57,2
|
7
|
75,1
|
81,4
|
14,2
|
17,7
|
| Spagna |
39,7
|
7
|
74,5
|
81,5
|
15,0
|
16,6
|
| Europa Orientale |
309,2
|
17
|
61,8
|
73,0
|
18,3
|
13,0
|
| mortalità
infantile |
|
|
|
| Haiti |
82,0
|
52,8
|
56,0
|
| Nicaragua |
44,0
|
65,8
|
70,6
|
| Brasile |
42,0
|
63,4
|
71,2
|
| Guatemala |
40,0
|
64,7
|
69,8
|
| Rep. Dominicana |
34,0
|
68,9
|
73,1
|
| Messico |
31,0
|
69,5
|
75,5
|
| Argentina |
22,0
|
69,6
|
76,8
|
| Panama |
21,0
|
71,8
|
76,4
|
| Venezuela |
21,0
|
70,0
|
75,7
|
| Cile |
13,0
|
72,3
|
78,3
|
| Costa Rica |
12,0
|
74,5
|
79,2
|
| Cuba |
9,0
|
74,2
|
78,0
|
Con l’embargo (Legge Helms Burton, legge Torricelli con ritorsione per
le imprese che investono a Cuba) gli Stati Uniti ritenevano, accentuando
la crisi economica di Cuba, di costringerla ad avviare una veloce transizione
alla "democrazia". Molto pesanti sono state le conseguenze dell’embargo.
Basti pensare che Cuba, a causa dell’embargo, è stata costretta
a pagare materie prime e beni di prima necessità tre o quattro volte
più di quanto necessario in un mercato di normale e libero scambio.
L’embargo è ormai considerato un comportamento inaccettabile che
l’assemblea generale dell’ONU ha continuato a condannare per otto anni
consecutivi ( nel 1999 con 157 voti favorevoli e solo 2 contrari: Stati
Uniti e Israele).
L’Europa finora è sembrata invece muoversi su una linea maggiore
apertura economica e sullo sviluppo dell’interscambio, tanto che l’Unione
è riuscita a concludere un’intesa con gli Stati Uniti sulla legge
Helms Burton per evitare la penalizzazione degli investimenti europei nell’isola.
Grazie alla politica dell’Unione Europea, alle ricadute della visita
del Papa ed anche alle pressioni di parte dell’imprenditoria Americana
che vede l’isola come un importante mercato da riconquistare, si sono create
le condizioni per l’ammorbidimento dell’embargo (maggiori facilitazioni
per l’invio di denaro, voli diretti, possibilità di vendere prodotti
agricoli alle imprese private dell’isola , atteggiamento moderato nella
vicenda del bambino Elian) anche se il Congresso, per le pressioni di forti
lobbies anticastriste, di fatto le rende di precaria attuabilità.
Si deve considerare che molti paesi Latino Americani hanno fatto del caso
Cubano un punto prioritario della loro Agenda Internazionale. Ma le prospettive
paiono una volta ancora complicarsi con la fuoriuscita di Cuba dalla Conferenza
di Lomè a seguito della recente condanna dell’ONU per la violazione
dei diritti umani.
L’ embargo USA insieme al crollo dell’Unione Sovietica ha messo l’isola
in ginocchio, l’economia della canna da zucchero e del tabacco non regge
più, scarseggia tutto, dai viveri ai medicinali, dalla carta alla
benzina, dai computers ai mezzi di trasporto; le abitazioni cadono a pezzi
per mancanza di manutenzione, la tessera di razionamento non basta certo
a risolvere i problemi della sussistenza, e i cubani sono costretti ad
inventarsi di tutto per sopravvivere ricorrendo ad un mercato illegale
o semi-illegale fatto di scambi di diversa natura. Nonostante tutto le
scuole continuano a funzionare (si stima che nel mondo ben 200 milioni
di bambini vivano per strada ma nessuno è cubano) alcuni
ospedali dell’Avana sono all’avanguardia ed ospitano anche degenti provenienti
dal continente europeo, c’è una maggiore circolazione di beni di
prima necessità anche grazie al ruolo sempre importante delle cooperative
agricole, scrittori e musicisti continuano a scrivere e a suonare nonostante
la carenza di carta e di strumenti, il trend negativo dell’economia seguito
al crollo dell’Unione Sovietica sembra essersi arrestato e le prospettive
non sono sfavorevoli per il futuro grazie anche all’elevato livello culturale
generale di cui si è parlato.
Vi è un sottosviluppo materiale che potrà essere superato
soltanto con la fine del blocco, con il benessere che potrà procurare
ai cubani persino il vicino americano, le cui coste distano poche decine
di chilometri da L’Avana. E un sondaggio Gallup di quest’anno ha rivelato
che il 70% degli americani è favorevole alla revoca del blocco.
Forse guardano con preoccupazione alla fine del blocco le industrie
italiane e spagnole che negli ultimi anni hanno intensificato gli scambi
economici con l’isola caraibica : l’irruzione della concorrenza americana
potrebbe infatti costringerle a diversificare l’export verso tecnologie
più sofisticate e settoriali che richiedono uno sforzo finanziario
molto più impegnativo.
Forse gli stessi isolani che, affetti da sindrome d’accerchiamento,
temono il ritorno dei cubani di Miami, e pur sognando un maggior benessere
che collegano alla fine del blocco sono fedeli al loro leader e hanno paura
di essere sopraffatti da un regime economico troppo forte e invadente per
non mettere a rischio irrinunciabili conquiste politiche e sociali ( salud
y educaciòn ).
C’è anche una corrente di opinione secondo cui l’embargo USA
potrebbe rafforzare il nocciolo duro dell’establishment cubano ma, in realtà,
l’intera popolazione auspica la fine del blocco seppure nella consapevolezza
di non volere piegare la schiena davanti al potente vicino.
In generale gli italiani, pur consapevoli dei vantaggi economici
che la fine del blocco arrecherebbe al popolo cubano, guardano al futuro
dell’isola con qualche preoccupazione: molti immaginano uno scenario in
cui la travolgente e pervasiva industria turistica americana possa snaturare
la "genuina bellezza" di Cuba e l’isola possa diventare l’ennesimo
artificiale ghetto turistico da cartolina illustrata.
Negli ultimi mesi, dopo cinquant’anni, una società ad intero
capitale americano, è stata autorizzata ad operare a Cuba nel ramo
turistico. Si chiama "Cuba linda" e non si saprà mai se abbia avuto
il coraggio di rompere gli argini, a rischio di sanzioni e di altre ritorsioni,
oppure se sottobanco sia stata incentivata a farlo. Incombe peraltro sull’isola
il colosso-Cina, un enorme paese in crescita economica, che negli ultimi
mesi sta intensificando il suo export di materiali tessili verso Cuba a
prezzi concorrenziali. E forse proprio il nuovo "fattore Cina"
potrebbe dare una definitiva spinta agli Stati Uniti, perché, dopo
le prossime Presidenziali, decidano il ritorno a Cuba in grande stile.
Lo sforzo di creare un clima più favorevole ed accelerare il processo
di normalizzazione tra Cuba e gli Stati Uniti sembrerebbe registrarsi anche
da parte cubana. E’ di questi giorni l’annuncio della liberazione di uno
dei più noti dissidenti politici, l’accademico Felix Bonnè.
Il viaggio del Papa nel febbraio 1998 è stato un evento straordinario,
un grande successo di immagine che nell’immediato ha dato a Cuba una nuova
credibilità a livello internazionale e un implicito riconoscimento
di una necessaria gradualità nei processi di adeguamento
e di innovazione economica, anche se non sembra aver maturato quella
spinta decisiva in termini di maggiore reciproca apertura che molti all’epoca
auspicavano.
Negli ultimi due anni il governo italiano si è reso protagonista
di un notevole attivismo politico-diplomatico nei confronti di Cuba, con
conseguente intensificazione degli scambi culturali ed economici, in controtendenza
con l’atteggiamento degli Stati Uniti che nel marzo del 96 aveva adottato
contro Cuba le restrizioni Helms-Burton che rendevano più rigido
l’embargo e colpivano le imprese straniere che investivano nel paese.
Per l’intensificazione dei rapporti tra i due Paesi, oltre al nuovo
clima creatosi dopo la visita del Papa, allo sviluppo del
turismo e al nuovo interesse delle imprese italiane per il mercato
cubano, sono stati determinanti anche gli interventi delle Organizzazione
non governative (ONG) promotrici di svariati progetti economico-sociali
in collaborazione anche con ONG cubane. Le ONG italiane negli anni 80 erano
assenti da Cuba. Tale situazione si è sostanzialmente modificata
con l’emergere delle ONG cubane dopo il crollo dell’economia cubana agli
inizi degli anni 90 e dopo la caduta della violenta diffidenza iniziale
da parte del governo per organizzazioni non controllate direttamente.
Lo strumento più importante di intervento della cooperazione
italiana è stato quello di adottare un modello di cooperazione decentrato
fondato su scambi materiali e immateriali fra comunità locali italiane
( regioni, provincie, comuni, associazioni sociali e di categoria ONG,
imprese) e quelle cubane. Alla base di tale modalità " decentrata"
c’è l’idea di favorire le istituzioni locali, l’organizzazione dei
servizi di base la dislocazione di centri decisionali sul territorio.
Il programma per lo sviluppo umano a livello locale per Cuba, promosso
dalla cooperazione italiana è coordinato e gestito da una agenzia
dell’ONU ( UNOPS/UNDP), è stato avviato
nel 1998 ed attualmente coinvolge 7 regioni italiane, 80 comuni Italiani
e circa 200 associazioni, una buona fetta di Italia coinvolta. Le attività
di cooperazione sono concentrate sugli aiuti di emergenza, la formazione
e i progetti sociosanitari . L’Italia sostiene quasi per intero il progetto.
Altri progetti sono finanziati dalla Unione Europea che ha iniziato
a svolgere un ruolo più attivo nei confronti di Cuba solo negli
ultimi tre quattro anni , probabilmente per una maggiore sensibilità
dei governi di centro sinistra. Precedentemente Cuba era praticamente esclusa
da finanziamenti comunitari per i paesi in via di sviluppo. Attualmente
si stanno di nuovo affacciando difficoltà e carenze di progettualità
negli interventi di sostegno UE, e diversi progetti per Cuba sono sottoposti
a verifica.
Per la cooperazione italiana allo sviluppo è in atto un processo
di profonda trasformazione basato su un ampio riorientamento di politiche,
strumenti e procedure. In attesa dell’emanazione di un testo unico l’attuale
normativa appare molto frammentata. Per gli enti locali gli strumenti legislativi
a disposizione della cooperazione fanno riferimento al decreto legge 18
gennaio 1993 n° 8 convertito in legge 19 marzo 1993 n° 68 che stabilisce
…" i comuni e le provincie possono destinare un importo non superiore allo
0,80 % della somma dei primi tre capitoli delle entrate correnti dei propri
bilanci di previsione per sostenere programmi di cooperazione allo sviluppo
ed interventi di solidarietà internazionale". Quasi tutte le regioni
si sono dotate di una legge regionale nel quadro più generale della
legge nazionale 49/87 che regola la cooperazione. Per il complesso della
cooperazione non essendo previsto un centro di spesa non è possibile
stabilire l’ammontare complessivo di tali interventi ne tantomeno la disaggregazione
per i singoli paesi di destinazione e quindi anche per Cuba.
Negli interventi di solidarietà svolge da sempre un ruolo molto
attivo l’ Associazione Italia Cuba nata nel 1961 . Esistono ben 90 circoli
in tutta Italia e oltre 6000 iscritti. Negli ultimi 10 anni l’Associazione
ha raccolto e speso in solidarietà circa 70 miliardi. Molta attività
si avvale della collaborazione di Enti locali , istituti religiosi ecc.
I beni inviati a Cuba vanno dai generi di prima necessità a macchine,
attrezzature sanitarie, medicinali, materiale per le scuole. Spesso gli
interventi sono coordinati con la cooperazione decentrata e collegati a
progetti UE.
Come esempio di cooperazione si può citare un progetto pilota
per migliorare la qualità e quantità della carne bovina e
del latte attraverso un particolare mangime prodotto in loco ed ottenuto
con lo scarto della canna da zucchero. Il progetto è stato cofinanziato
dall’Associazione Italia Cuba ( 1 miliardo di lire) e dalla Unione Europea(5
miliardi di lire) . Viene considerato uno dei migliori progetti ed
esempio emblematico di cooperazione decentrata e di sinergie tra diversi
soggetti: associazioni, ONG, UE.
Altro esempio di cooperazione poco conosciuto ma di grande importanza e non solo per Cuba è il progetto "banca del germoplasma a Cuba". Dal 1994 il Comitato di solidarietà con i popoli dell’America Latina "Carlos Fonseca" di Roma , insieme all’ organismo non governativo "Terra Nuova" , sta appoggiando lo sviluppo di tale particolare banca a Cuba. Vi si conservano, sotto forma di semi o piante, le risorse fitogenetiche e le varietà genetiche (biodiversità) dei vegetali: si studiano e migliorano sementi e parassiti e le malattie che colpiscono le piante per trovare la cura adatta. Nel suo insieme è sicuramente un progetto ambizioso e strategico in quanto auspica l’autosufficienza e prospetta lo sganciamento dalla dipendenza delle multinazionali (che oggi controllano più dell’80% della produzione, trattamento e commercializzazione di semi ibridi o risultato di ingegneria genetica). Attualmente vi si conservano circa 5000 varietà di vegetali e si prevede di arrivare a oltre 40 mila. Per questo progetto è previsto il cofinanziamento della UE. Il quotidiano "Il Manifesto" sostiene il progetto con una parte delle quote realizzate nella campagna abbonamenti insieme ad una campagna di sottoscrizioni volontarie.
In conclusione, tutto questo attivismo che riguarda molta parte delle realtà istituzionali e della società civile, consente di affermare l’esistenza di un alto livello di consenso e simpatia della società italiana verso Cuba al di là del colore politico (molte sono le iniziative di solidarietà che riguardano sia amministrazioni di centro sinistra e di centro destra e tutte le 15 provincie cubane sono gemellate con altrettante regioni italiane) una sorta di "vocazione affettiva" per Cuba della intera società italiana.
In sintesi gli italiani desiderano partire per Cuba e possibilmente rimanere a viverci, la considerano un luogo molto più sicuro di Roma o Milano, sono attratti dalla sua unicità e forse sperano non cambi: una vera passione che prescinde da ideologie e schieramenti, che già per il passato è stata alla base di iniziative di autentica solidarietà e che oggi potrebbe sostenere il sempre più articolato interscambio di progetti e iniziative economiche e culturali tra i due paesi .
Sono in tanti gli italiani che cercano occasioni di incontro non superficiali
con Cuba, di essere orientati ad avere esperienze non effimere, di confrontare
codici e modelli di vita, di stabilire autentici ponti di comunicazione.
Da parte cubana del resto, a parte qualche reticenza che si incontra talvolta
a livello istituzionale, esiste la dichiarata convinzione che produzione
economica e produzione culturale possano essere sinergiche nella visione
di un presente e di un futuro che deve trovare una via di sviluppo compatibile
tra modelli sociali e politici diversi.
Cuba da sempre crocevia di culture può essere il laboratorio
vivente di quell'incontro tra i popoli che oggi fa discutere l'Italia :
quel che più conta per chi si accinga a partire per Cuba è
che questo può accadere nella sua stessa esperienza al di là
di proclami solo teorici.
Cuba rappresenta una realtà sospesa: un giorno finirà
l'anacronistico blocco e molto potrà cambiare. Il rischio di mettere
a repentaglio un’identità originale ed alcune inalienabili conquiste
sarà, crediamo, ben fronteggiato da un popolo consapevole, che già
da tempo dà largo spazio a questo dibattito al suo interno. Gli
italiani paiono saperlo scommettendo positivamente.
Un paese va ascoltato e visto per quello che è penetrando nella
sua cultura, nei suoi miti nelle sue paure. La chiave della conoscenza,
del rispetto e della attenzione alle peculiarità e alle specificità
sociali economiche e culturali è l'unica che può consentire
di capire razionalmente e di amare un popolo e questa prima indagine sull'immagine
di Cuba, al di là dei risultati che ha permesso di rilevare , non
può che essere un punto di partenza per approfondire e capire meglio.
Per sostenere un maggiore impegno dell'Italia
verso l’isola occorrerebbe forse disporre di un più ricco tessuto
informativo, di un osservatorio permanente in grado di monitorare
e soprattutto analizzare non solo i dati socio economici ma anche
quelli dell’immagine e della comunicazione. E’ un buon auspicio affinché
l’indagine "Cuba e gli italiani" non rimanga l’impegno isolato di
alcuni motivati ricercatori.