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CUBA E GLI ITALIANI
 
Tutto quello che gli italiani pensano di Cuba e forse non dicono
 
maggio 2000

 

Con la ricerca "Cuba e gli italiani" l’ARES2000 intende mettere a fuoco alcuni temi di interesse per l’opinione pubblica in un momento storico di grande attenzione per tutto ciò che riguarda Cuba, la sua cultura, il suo popolo: il turismo di massa, l’interscambio economico e culturale, gli effetti dell’embargo, l’immagine di Cuba nell’opinione pubblica. Cuba è stata sempre presente nella cultura e nella politica, oggi si ha la sensazione che stia rapidamente diventando un fenomeno di massa. L’indagine si propone di analizzare l’attuale percezione di Cuba nell’immaginario collettivo degli italiani e verificare l’influenza di tale immagine e di sue eventuali distorsioni sui rapporti economici e culturali tra i due paesi.
 

CONTIENE
  1. Gli italiani e cuba : le ragioni dell’indagine
  2. l’immagine
  1. i tre boom
  1. il puzzle Cuba
  1. Cuba oltre Cuba una realtà sospesa


 
1. LE RAGIONI DELL’ INDAGINE
 
 Cuba non è solo mare, spiagge di sogno, mulatte, salsa e sigari: gli stereotipi turistici non possono da soli spiegare l’enorme importanza simbolica che l’isola caraibica riveste nell’immaginario collettivo degli italiani.
Vi è certamente dell’altro ad alimentare il feeling tra Italia e Cuba. Vi è ad esempio l’aspetto "nostalgico" di "riserva indiana" nei confronti di un mondo ormai omologato dopo il crollo delle ideologie e dei massimi sistemi e nei confronti dell’incombere dell’industria di massa, vi è il fascino dell’assedio al di là del disagio e dell’impoverimento concreto degli assediati, vi è il mito del "CHE", caro a giovani e anziani, eroe senza macchia rispettato anche da chi le sue idee non condivide, vi è l’illusione di ritrovare nelle vecchie strade di l’Avana un mondo autentico e felice ove rifugiarsi anche stabilmente (e c’è chi ci prova), e vi è il piacere di ripercorrere alcuni itinerari culturali di scrittori mitici come Ernest Hemingway e Italo Calvino.
In questo clima cresce il flusso turistico, crescono gli investimenti di imprese italiane, cresce il desiderio di approfondire cultura e identità della più grande isola delle Antille.
Proprio sull’onda del grande interesse che gli italiani mostrano attualmente per Cuba, Ares 2000 ha realizzato un’indagine attraverso tre principali direttrici: Parallelamente l’Ares2000 ha analizzato i dati più recenti disponibili desunti da fonti ufficiali (ONU, Banca Mondiale, ICE, ISTAT, Governo Cubano) per offrire un quadro di riferimento statistico-economico a più ampio spettro possibile.
Si tratta di una indagine partecipata sui rapporti culturali , turistici ed economici tra l’Italia e Cuba con l’obiettivo di dare una chiave di lettura non convenzionale su come viene recepita nel nostro Paese dall’opinione pubblica e istituzionale la realtà socio-economica Cubana in un momento storico di grande incertezza sul futuro dell’isola.
Come vedremo emergerà un gioco ad incastro dalle molte tessere non sempre di facile interpretazione ma per certi aspetti affascinante : la realtà economico-sociale come viene rilevata dalle statistiche ufficiali nazionali e internazionali, il boom turistico, il boom culturale, il boom dei matrimoni, l’attivismo della cooperazione saranno gli anelli fondamentali di una catena che unisce Cuba e Italia che dovranno confrontarsi proprio con quell’immagine di Cuba che scaturisce dall’indagine.
 
2.IMMAGINE DI CUBA: sondaggio su un campione di italiani

ARES 2000 ha realizzato una indagine sul campo su come gli italiani percepiscono Cuba. Si tratta di un sondaggio su un campione qualificato di popolazione effettuato con lo strumento del questionario volto a verificare il tipo di conoscenza della realtà cubana da parte degli italiani tale da giustificare l’attuale feeling turistico-culturale per l’isola ed indagare se esistono tra gli italiani pregiudizi, distorsioni e disinformazioni. Il questionario è stato somministrato direttamente a fasce socio-economiche e socioculturali medio alte di popolazione che, in prospettiva, si possono considerare i potenziali fruitori del "prodotto Cuba". Le domande sono state volutamente semplificate sia perché il linguaggio degli stereotipi è per definizione semplificato sia per evitare ogni intermediazione da parte dell’intervistatore. Si è lasciato tuttavia un consistente numero di domande "aperte " per consentire agli intervistati una più ampia libertà di espressione.
 
Sono state intervistate 600 persone a Roma , Milano , Napoli nel periodo 27 marzo 14 aprile 2000. Il 54,4 sono uomini il 45,6 donne. Oltre il 40% ha una laurea. Il 45% è stato più volte all’estero negli ultimi due anni, il 17% una sola volta. Il 13% è stato almeno una volta a Cuba.

Le informazioni raccolte sono state elaborate statisticamente sotto forma di tabelle e grafici e l’analisi è stata condotta disaggregando i dati secondo alcune variabili esplicative ( come ad esempio per sesso o l’essere stati o meno a Cuba ) che si è ritenuto potessero influenzare sensibilmente la percezione del "pianeta Cuba" da parte degli italiani.
Ares2000 ha poi effettuato, ad integrazione di quello nazionale, un secondo sondaggio rivolto ad un campione di spettatori (120) del concerto-evento di Compay Segundo (il novantenne musicista cubano reso famoso dal film di Wenders) tenutosi al Palazzo dello Sport di Roma il 7 aprile di quest’anno. Considerando il particolare campione di popolazione ( persone motivate e sensibilizzate) i risultati delle interviste in particolare quelli che si sono differenziati significativamente dal campione nazionale hanno costituito un ulteriore spunto di analisi.
Insieme all’indagine diretta sui testimoni privilegiati e al quadro socio-economico di base i sondaggi completano il quadro conoscitivo che ci si era proposti e soprattutto forniscono utilissime indicazioni sugli attuali rapporti italo-cubani e sul perché dell’attuale boom di interesse turistico e culturale.

 

i risultati del sondaggio

 

CUBA ………..è sempre il"Che"

Nella percezione degli italiani quale è l’immagine simbolo più rappresentativa della realtà cubana

  1. secondo la sua percezione quale di queste immagini rappresenta meglio l’idea di Cuba
 
 %  
 
paese rivoluzione e Che 42,9
condizionato embargo 22,4
salsa sole e mare 14,3
isola libertà sessuale 10,0
sviluppo umano e civile 5,7
altro 3,7
non so 1,0
% sulle risposte : 878 risposte 600 casi

Tre sono le immagini-simbolo percepite come le più rappresentative. La prima è quella tradizionale e consolidata del " paese della rivoluzione e del Che" che raccoglie ben il 42,9 % delle risposte, un’ etichetta che si potrebbe dire appartenere in parte ad uno "stereotipo politico" evocativo di un immaginario romantico e di ideali ancora radicati, tuttora centrale nella dimensione del mercato turistico.

Al secondo posto, con il 22,4% delle risposte, si trova un " paese condizionato dall’embargo" un’ immagine concretamente politica, testimonianza di una percezione più reale dei rapporti e degli interessi che si muovono nell’area geopolitica.

Il "paese della salsa sole e mare" raccoglie poi il 14,3% delle risposte. Un’ immagine che si potrebbe definire lo "stereotipo della vacanza di evasione" che tuttavia non raggiunge in questo campione percentuali significative anche rispetto ad una offerta e promozione turistica che vorrebbe ancora privilegiarla.

In controtendenza rispetto ai più diffusi stereotipi tra gli intervistati solo il 10 % percepisce Cuba come "l’isola della libertà sessuale" con una significativa accentuazione per gli uomini, 15% maschile contro 4,6% femminile. Sembrerebbe quindi in calo l’appeal sessualturistico di recente disincentivato nell’isola con provvedimenti di tipo repressivo.

Complessivamente la bassa percentuale di opzioni per evasione e sesso sembra confermare per la fascia medio alta della popolazione una maggiore attenzione per ciò che Cuba rappresenta e ha rappresentato in termini socio-politici e culturali.

Il basso numero di risposte ottenuto (5,7% ) dall’immagine di "paese di grande sviluppo civile e umano", per una realtà che comunque, pur tra grandi difficoltà e contraddizioni per molti parametri socio-sanitari è al livello dei paesi più avanzati, fa capire le difficoltà di correggere vecchi pregiudizi e storture conoscitive.

E l’immagine del "Che" , come si vede, colpisce di più le donne che risultano maggiormente sensibilizzate anche rispetto alle opzioni più concretamente politiche.

 
maschio % femmina %
paese rivoluz e CHE 38,9 47,1
condizionato embargo 19,5 26,5
salsa sole e mare 15,4 12,6
isola libertà sessuale 14,8 4,6
sviluppo umano e civile 4,9 6,9
altro 4,9 2,3
non so 1,6 0,0
100,0 100,0
 

% sulle risposte


 
 
Criminalità …….no problem ?

La seconda domanda proposta nel questionario mira a definire il grado di conoscenza oggettiva dei problemi più urgenti di natura economica e sociale che deve affrontare Cuba.

Quali sono i problemi più urgenti che deve affrontare Cuba
 
 
% Risposte 
 
basso tenore di vita 29,4
diritti umani 15,4
scarso sviluppo tecnologico 14,9
relazioni con USA 11,5
prostituzione 8,9
infrastrutture 8,2
sanità istruzione 8,1
altro 1,7
non so 1,0
criminalità 1,0
Totale risposte 
100,0
 
Emerge che i primi grandi problemi che Cuba deve affrontare e risolvere sono: il basso tenore di vita della popolazione i diritti umani e lo scarso sviluppo tecnologico. Viene percepita anche l’urgenza di migliorare i rapporti con gli Stati Uniti che certo non dipendono solo da Cuba visto che c’è un embargo che dura da più di quarant’ anni. Tra i problemi percepiti come meno urgenti: prostituzione, sanità e istruzione. Rispetto all’Italia dove la criminalità è senz’altro vissuta come emergenza, Cuba appare un’ oasi felice apparentemente immune (1% delle risposte) da tale malessere sociale. Se si considera quanto avviene invece nei paesi concorrenti dell’area caraibica ma anche dell’America Centrale e Meridionale, questa ritenuta assenza del problema criminalità spiega certamente come il flusso turistico non sia affatto ostacolato dal "fattore C" e continui a crescere.

Il problema della violazione dei Diritti umani non è ai primissimi posti nelle preoccupazioni degli italiani (15% delle risposte) anche se è presente come problema aperto.

Può essere interessante confrontare le risposte di coloro (13% del campione) che sono stati a Cuba almeno una volta (Cuba si) e coloro che non sono mai andati (Cuba no). Da notare infatti che quasi la metà di coloro che hanno già visitato il paese considera il "basso tenore di vita" il problema più grave contro il 26,6% indicato da coloro che non ci sono mai andati. Peraltro quasi nessuno (0,3% di coloro che ci sono andati) considera un problema prioritario "Sanità e istruzione" che oggettivamente hanno una tenuta eccellente, a fronte di tutte le difficoltà che incontrano.
 
 
Cuba no Cuba sì
basso tenore di vita 26,6 46,9
diritti umani 15,4 15,6
scarso sviluppo tecn. 15,3 12,2
relazioni con USA 11,2 12,5
sanità istruzione 8,5 0,3
infrastrutture 9,1 3,1
prostituzione 9,8 6,3
criminalità 1,2 0,0
altro 1,6 3,1
non so 1,1 0,0
  
 
 
Lo stile di vita dei Cubani? ………..unico
 

modo di vivere a Cuba
è già stato a Cuba
totale
no
si
 
modo unico
39,6%
72,2%
44,0%
quello africano
4,5%
5,6%
4,8%
a quello europeo
0,9%
0,0%
0,6%
non so
9,9%
5,6%
9,5%
100,0%
100,0%
100,0%
% sui casi

Per tutti gli intervistati nel 44 % delle indicazioni lo stile di vita è unico non paragonabile a nessun altro paese. Per il 41,1% è simile a quello sud americano. Se si conosce minimamente la realtà cubana si può convenire che quanto indicato non è un pregiudizio ma piuttosto una constatazione oggettiva.

Basti pensare agli aspetti unici spesso surreali della vita quotidiana dei cubani, portato di una storia unica e in continuo divenire, dove necessità e bisogni insoddisfatti da paese povero del mondo si accompagnano alla prorompente e vitalissima espressività del carattere cubano. E il Sudamerica è lì con la grande passione dei cubani per le telenovelas protagoniste incontrastate delle serate televisive come a Rio o a Bogotà e con i continui scambi politici e culturali tra Caraibi e continente Latino Americano.

Wim Wenders nel libro del film Buena Vista osserva " qualsiasi persona incontravi , ti guardava in faccia apertamente. Quasi mai sguardi cupi , mai invidiosi o risentiti . Piuttosto da mattina a sera, occhi sereni: ogni sorriso riceveva un sorriso in risposta…". Qualcuno dice che la gente sta cambiando, forse è anche giusto o forse no ma di certo tenderà a sfumare quel "modo unico" peraltro indicato nel 72,2% da chi "è già stato" nell’isola caraibica ( a fronte del 39,6% espresso da chi non è mai stato a Cuba) e così tenacemente radicato nella percezione di molti italiani.

 
 
TRASFERISI A CUBA? ………… di corsa!

Per conoscere il grado di interesse degli intervistati per un eventuale trasferimento a Cuba è stato domandato:

"se le offrissero di trasferirsi a Cuba per due o tre anni come reagirebbe ?"

 

TRASFERIRSI A CUBA
sesso
totale
maschio
femmina
m+f
     
andrei di corsa
34,1%
17,9%
27,5%
andrei con qualche esitazione
35,4%
35,7%
35,5%
non andrei affatto
18,3%
23,2%
20,3%
solo con un grosso incentivo
12,2%
23,2%
16,7%
100,0%
100,0%
100,0%
% sui casi

Questa è una domanda chiave anche sotto il profilo psicologico perché mette l’intervistato nella possibilità di esercitare un’ opzione anche se virtuale che lo riguarda direttamente; quindi, considerando che con quasi l’80% delle risposte (che diventano più del 90% per coloro che già sono stati a Cuba) gli italiani si trasferirebbero a Cuba questo rappresenta una prova ulteriore della forte corrente di simpatia che unisce i due paesi.

 

TRASFERIRSI A CUBA
è già stato a Cuba
no
si
andrei con qualche esitazione
36,0%
35,3%
andrei di corsa
25,1%
36,9%
non andrei affatto
22,7%
9,9 %
solo con un grosso incentivo
16,2%
17,9 %
Totale
100,0%
100,0%
% sui casi

OTTO IN SIMPATIA

La reciproca simpatia tra i popoli genera non solo pace ma soprattutto nuovi rapporti e nuovo sviluppo . E’ stato dunque chiesto agli intervistati di misurare con un scala di voti da 1 a 10 il grado di simpatia che suscita il popolo cubano.

 
VOTO DI SIMPATIA
 
è già stato a Cuba
Totale
NO
SI
Meno di 6
10,9%
5,6%
8,0%
6
15,5%
16,7%
15,8%
7
20,0%
16,7%
19,5%
8
24,5%
27,8%
25,5%
9
12,7%
11,1%
12,5%
10
16,4%
22,2%
18,7%
TOTALE
100,0%
100,0%
100,0%
 
Negli italiani, in sostanza, il popolo cubano suscita un sentimento immediato di simpatia: appena l’ 8% i voti insufficienti e quasi il 19% il voto pieno che diventa il 22,2 % per chi è già stato a Cuba. Considerando i valori medi per categoria per tutti il voto medio è 7,5 con una leggera accentuazione per gli uomini 7,7 contro un 7,2 per le donne. Il voto medio più alto è di coloro che già hanno visitato Cuba, un 8 pieno.

 

AMARE CUBA ………alla tv

Attraverso quali canali si è formata la sua idea di Cuba
 
 
canali informazione
% Risposte
televisione 26,7
racconti di amici 21,7
giornali riviste 14,5
lettura libri 10,4
quello che si dice 8,6
cinema 8,1
viaggi 8,1
altro 1,8
100,0 
 
risposte 960 600 casi
 

Sono in generale i mass media i grandi veicoli dell’informazione di ogni paese; in particolare, la televisione e i giornali raccolgono il 41,2 % delle risposte. Per Cuba sembrano funzionare bene anche i canali diretti: amici e viaggi ottengono infatti il 30% delle risposte. Libri e cinema raccolgono il 18,5 % che, considerando il livello culturale del campione e il livello della cultura cubana, non sembra particolarmente esaltante. Questa risposte non richiedono altri commenti: potrebbero costituire una buona base di strategie di marketing per la promozione di una nuova immagine di Cuba.
 
 
 

Perché andare a CUBA?

 
motivazioni per un viaggio a Cuba
 
bellezze naturali 31,9
aspetti culturali 22,6
musica 13,7
visitare uno dei pochi paesi socialisti 13,5
perché si spende poco 5,6
perché se ne parla bene 5,2
per affari 1,7
non so 2,0
altro 3,8
Totale risposte 100,0
 
% sulle risposte 1460 risposte 600 casi

Sulle motivazioni gli intervistati hanno le idee abbastanza chiare, solo un 2% di non so. Pochi andrebbero spinti da voglia di concludere affari. Natura, cultura e musica sono ai primi posti più del 69% delle risposte. Il 13,5 % per visitare uno degli ultimi paesi socialisti, molti tuttavia tendono a precisare che non si tratta di visitare una sorta di riserva ma di voglia di conoscere e capire. Pochi credono che si spenda poco e nessuno ci crede se è già stato a Cuba.
 
 
Cuba no Cuba sì
bellezze naturali 35,0 16,5
aspetti culturali 23,1 22,9
musica 12,6 22,9
visitare uno dei pochi 12,4 20,0
perché si spende poco 5,8 0,5
perché se ne parla bene 5,3 0,4
per affari 1,8 0,3
non so 0,5 8,4
altro 3,5 8,1
100,0 100,0
  

GLI EVENTI CHE PIU’ COLPISCONO: ……Elian non fa audience
 
 
embargo 33,2
visita Papa 28,3
boom turistico 21,1
caso bambino Elian 6,6
altro 4,8
nessuno in particolare 6,0
% sulle risposte 737 risposte 600 casi

Gli italiani sono molto attenti per tutto ciò che riguarda Cuba. Infatti appena il 6% delle risposte indica "nessun evento particolare". Più attenti ai grandi temi che all'attualità. Al primo posto con un terzo delle risposte pongono "l'embargo" , seguono immediatamente dopo "la visita del Papa" e " il boom turistico". Il caso del "bambino Elian" nonostante la copertura mediatica raccoglie poco meno del 7% delle risposte. Tra gli "altro" vengono indicati l'emigrazione clandestina verso gli Stati Uniti (Balseros) e i ricorrenti e devastanti cicloni che investono l'isola.

 

 

3. "CONCERTO COMPAY SEGUNDO" PALAEUR ROMA 7 APRILE 2000"

Come già detto Ares2000 ha anche effettuato un sondaggio tra i partecipanti al concerto di Compay Segundo svoltosi il 7 Aprile 2000. Sono state intervistate direttamente 120 persone scelte a caso tra i circa 3000 partecipanti. Si tratta di un campione di amanti della musica cubana sicuramente più immersi e motivati per tutto ciò che riguarda Cuba, con una percentuale di laureati maggiore rispetto al campione nazionale 65% contro il 40%. Inoltre nel campione che definiremo "Compay" diversamente dal campione che definiremo "nazionale", la percentuale degli intervistati che ha compiuto più di un viaggio all’estero risulta essere dell’84% contro il 45% nazionale; ; il 20% è stato almeno una volta a Cuba contro il 13% di quello Nazionale.

I risultati riguardano strettamente il campione esaminato che dal confronto con il campione nazionale può far emergere ulteriori spunti di riflessione .

 

CUBA: ……..sei sempre più "Che"

          La percezione di Cuba
 
Campione Company Campione nazionale
paese rivoluzione e Che 46,9 42,9
condizionato embargo 24,5 22,4
salsa sole e mare 12,2 14,3
isola libertà sessuale 6,1 10,0
sviluppo umano e civile 6,1 5,7
altro 4,1 3,7
non so 0,0 1,0
100,0 100,0
   
 
           I MASSIMI PROBLEMI: ……vince la poverta’
 
Campione Company Campione nazionale
basso tenore di vita 37,3 29,4
diritti umani 19,6 15,4
prostituzione 13,7 8,9
scarso sviluppo tecnologico 9,8 14,9
sanità istruzione 7,8 8,1
infrastrutture 5,9 8,2
relazioni con USA 5,9 11,5
criminalità 0,0 1,0
altro, non so 0,0 2,7
100,0 100,0
   
Il campione "Compay" evidenzia una maggiore sensibilità verso i problemi della povertà e dei diritti umani.

 
      PERCHE' VISITARE CUBA: ……. per la sua musica
 
Campione Company Campione nazionale
bellezze naturali 23,5 31,9
aspetti culturali 26,5 22,6
musica 22,1 13,7
visitare uno dei pochi paesi socialisti 13,2 13,5
perché si spende poco 1,5 5,6
perché se ne parla bene 4,4 5,2
per affari 0,0 1,7
non so 4,4 2,0
altro 4,4 3,8
100,0 100,0
    
Come è facile evidenziare c’è una maggiore tendenza a privilegiare gli aspetti culturali e in particolare la musica.

 

           SIMPATIA : ………Cuba piace di più alle donne

 

sesso
Camp. "compay"
Camp. Nazionale
maschio
7,7
7,7
femmina
8,3
7,3
Totale
8,0
7,5
 
E’ curioso osservare come a differenza del campione nazionale il campione "Compay" registra una maggiore simpatia da parte delle donne rispetto agli uomini.
 

            TRASFERIRSI A CUBA: ……..sempre piu’ di corsa

 

Camp. "compay"
Camp. "nazionale"
Solo con un grosso incentivo
15,9
16,7
Andrei con qualche esitazione
25,7
35,5
Non andrei affatto
5,7
20,3
Andrei di corsa
52,7
27,5
Totale
100,0
100,0
 
Rispetto al dato nazionale si può rilevare un ulteriore tendenza a "mettersi in gioco" affrontando le incognite di un trasferimento per lavoro a Cuba . La percentuale di coloro che "andrebbero di corsa" e quasi il doppio di quella nazionale.
 

        COME HO CONOSCIUTO CUBA : …….amici, cinema e libri
 
Campione Company Campione nazionale
televisione 12,7 26,8
giornali, riviste 13,4 14,5
racconti di amici 19,4 21,7
lettura libri 17,4 10,4
quello che si dice 6,3 8,6
cinema 15,9 8,1
viaggi 13,4 8,1
altro 1,5 1,8
100,0 100,0
 
Rispetto al dato Nazionale per gli spettatori del concerto di Compay Segundo è meno influente la TV e contano di più i canali diretti libri, cinema viaggi.

 
       EVENTI: " Elian" …..sempre poca audience
 
Campione Company Campione nazionale
embargo 46,3 33,2
visita Papa 29,3 28,3
boom turistico 19,5 21,1
caso del bambino Elian 2,4 6,6
altro 1,5 4,8
nessuno in particolare 1,0 6,0
100,0 100,0
 
L’ evento "embargo" registra un più alta percentuale di attenzione rispetto al dato nazionale. Comunque ciò che colpisce è lo scarso interesse mostrato da entrambi i campioni per la vicenda del piccolo Elian.
 
 
 

IMMAGINE DELL’ ITALIA A CUBA…….. come i cubani vedono gli italiani

Per offrire un ulteriore elemento di valutazione è sembrato interessante indagare anche su come i cubani percepiscono l’Italia. Ci siamo serviti dei risultati di interviste qualitative fatte ad un campione di Cubani residenti all’Avana diversi per sesso, età e professione . In sintesi i principali risultati sono stati i seguenti.

 
 
 
3. I TRE BOOM
(turismo/cultura/matrimoni)
 
Dalla analisi delle interviste effettuate a testimoni privilegiati pubblichiamo le osservazioni e le notizie più rilevanti in ordine all’attuale boom nei rapporti Italia-Cuba nel turismo, nella cultura e nei matrimoni.
 
  1. IL BOOM DEL TURISMO
E’ cresciuto dopo la dissoluzione dell’Unione Sovietica e con l’inasprimento dell’embargo. Privata di un sostegno fondamentale , Cuba ha cercato altre fonti di valuta e il turismo è apparso la soluzione più rapida su cui investire prioritariamente. Progressivamente, insieme ad un turismo spinto da motivazioni storico culturali dei primi visitatori italiani, si è andato affermando un turismo di evasione legato ai classici stereotipi dell’isola tropicale. Dai "pellegrinaggi" all’Avana nei luoghi "simbolo" della rivoluzione si è passati alla simil Rimini caraibica di Playa dell’Este passando per la storica Varadero fino alla vacanza esclusiva di Cayo Largo.
200 MILA ITALIANI
ARMONIA VITAL
  
LA LOCOMOTIVA DELL’ECONOMIA
  1. IL BOOM DELLA CULTURA
  2. Contemporaneamente al boom del turismo è andato intensificandosi nell’opinione pubblica italiana un interesse acutissimo per tutto ciò che riguarda Cuba. Dalla narrativa al cinema alla musica, mai come oggi l’isola caraibica affascina l’occidente.

    Forse è moda o forse si tratta di un fenomeno riconducibile ad una specie di reazione, soprattutto da parte dei più giovani, verso l’omologazione consumistica.

    Come diversamente si può spiegare l’afflato e l’entusiasmo con cui 12.000 giovanissimi hanno seguito il concerto di Guccini che cantava Che Guevara, l’enorme successo di un film come Buena Vista Social Club, dei concerti dei musicisti cubani (i più recenti quello dell’ultranovantenne Compay Segundo al Palaeur di Roma quello di Ibrahim Ferrer e Roben Gonzalez a Santa Cecilia sempre nella capitale) l’incremento delle vendite dei sigari cubani vero e proprio "prodotto culturale" la cui esportazione è stata recentemente liberalizzata?

    Negli ultimi due anni si sono moltiplicate le edizioni e le ristampe degli scritti (diari) di Che Guevara (le presentazioni pubbliche del diario inedito del secondo viaggio in America Latina 1953-1956 "Otra vez" fanno il pieno di giovani e giovanissimi), dei saggi politico-sociali su Cuba (se ne possono contare una trentina di tutte le angolature e sfumature), delle guide turistiche ( circa venti), mentre importanti case editoriali da alcuni anni sono molto attente a scoprire nuovi autori cubani.

    Proliferano in quasi tutte le città italiane i locali dove si mangia o si balla o si suona cubano. A Roma e Milano sfiorano ormai il centinaio e molti sono gestiti da cubani.

    Musica, ballo, letteratura, arti plastiche, antropologia trovano a Cuba terreno fertile fin dagli albori dell’800. Chi pensa all’Avana pensa a tutte queste cose insieme, oltre che alla socialità innata della gente di quell’isola ed alla particolare collocazione geografica di "chiave" delle Antille, passaggio obbligato per la via di accesso tra le due Americhe del Nord e del Sud fin dai tempi in cui era una colonia spagnola.

    Ecco spiegato il boom italiano (ma si potrebbe dire europeo ) di volumi dedicati a Cuba che si trovano in libreria, oltre a quello della "Musica made in La Habana" e del cinema cubano che torna ad incuriosire perfino la platea del Festival di Cannes (Lista de Espera, ultimo film di Juan Carlos Tabio).

     

    "La nouvelle vague cubana"

    L’Europa e in particolare l’Italia ha trovato nella Cuba letteraria un luogo tutto da scoprire, dove trarre storie non soltanto esotiche ma realmente nuove e originali.

    Secondo Arturo Arango, autore di "Lista d’attesa" da cui il regista Juan Carlos Tabìo, coautore di "Fragole e cioccolato" ha già tratto un film, "i cubani sono di moda, sono qualcosa di curioso, qualcosa di strano da comprendere e il mondo vuole sapere come vivono, cosa pensano e qual’ è il loro destino. E per rispondere a queste domande l’arte e la letteratura sono sempre state utili".

    A parlare di Cuba sono spesso scrittori che vivono lontano dall’isola, in esilio, come ad esempio la scrittrice quarantenne Zoè Valdés, trasferitasi a Parigi, dove è ambientato il suo "Cafè Nostalgia"(ed.Frassinelli) in cui l’esilio diventa per la protagonista Marcella una condizione dell’anima. L’editore Besa ha pubblicato in questi giorni il romanzo cubano "Silenzi" scritto da Carla Suarez, una scrittrice cubana che vive a Roma e che racconta attraverso la sua esperienza di vita il passaggio traumatico tra due periodi storici prima e durante il "periodo special"

    Altri invece, come Abilio Estèvez è invece rimasto a Cuba, a scrivere "Tuo è il regno" (ed.Adelphi), una personalissima e godibile storia della rivoluzione.

    C’è poi un nutrito gruppo di giovani scrittori che hanno meglio assimilato le lezioni nordamericane e che mantengono un saldo legame con il giornalismo, riuscendo a raccontare i lati più oscuri e contraddittori di Cuba. Si tratta ad esempio di Leonardo Padura Fuentes ("Passato remoto" pubblicato in Italia da Marco Tropea) o di Justo Vasco e Daniel Chavarria ("Ritorno di fiamma " dello stesso editore).

    Una delle tante leggende che fioriscono a Cuba riguarda ciò che accadde una notte di ottant’anni fa, quando un’esplosione al Teatro Nacional dell’Avana interrompe una rappresentazione dell’Aida con protagonista il famoso Enrico Caruso. Da quel momento le tracce del grande tenore si perdono e per giorni e giorni non si hanno più notizie. Mayra Montero, una scrittrice di origine cubana, nel suo libro "Come un tuo messaggero" pubblicato da Guanda, ha cercato di ricostruire quei giorni, imbastendo una storia avventurosa in cui si mescolano amore e riti della Santeria, un thriller misterioso e affascinante.

     

  3. CINQUE MATRIMONI AL GIORNO
L’amore degli italiani per Cuba si è concretizzato nel 1998 anche con 2310 matrimoni tra italiani e cubane e tra italiane e cubani.

Come risulta dalle tabelle seguenti nel 1999 si è registrata una leggera flessione ma i dati parziali del 2000 fanno già prevedere un recupero: si viaggia insomma ad una media di circa 1.800 matrimoni annui, il che corrisponde a più del 12% dei matrimoni misti che ogni anno vengono celebrati in Italia. Gran parte dei matrimoni viene celebrato a Cuba al ritmo di tre o quattro matrimoni al giorno media che rischia di paralizzare l’Ambasciata italiana nell’isola. Naturalmente non sono tutte rose. Oltre al passaggio talvolta traumatico dal sogno ad una realtà quotidiana di un paese con abitudini e culture molto diverse può influire negativamente sul ménage familiare l’estrema difficoltà per il cubano di trovare un lavoro adeguato: i titoli conseguiti a Cuba non trovano ancora riconoscimento in Italia, per cui magari una specialista in pediatria deve adattarsi a fare la colf. Di conseguenza , dopo un anno o al massimo due dal matrimonio, fioccano le separazioni (intorno al 50-60 %). Ciononostante le unioni matrimoniali stabili tra cubane e italiani e tra italiane e cubani sono attualmente stimabili intorno alle 5 mila.

 

UNIONI MATRIMONIALI MISTE TRA ITALIANI E CUBANI
Proiezioni a tutto il 2000
Anno
Matrimoni celebrati a Cuba
Matrimoni
Celebrati in Italia
Totale matrimoni
di cui partner cubani
di cui partner cubane
% su totale matr. Misti in Italia
fino 95
450
150
600
60
540
3,0
1995
331
180
511
102
409
4,4
1996
524
240
764
168
596
6,1
1997
908
290
1.198
323
875
9,1
1998
2.000
310
2.310
809
1.502
16,6
1999
1.447
320
1.767
654
1.113
12,0
2000
1.600
340
1.940
776
1.164
12,6
Proiezioni e stime Ares2000 su dati Ambasciata Italiana e Istat

Molto meno numerose risultano le coppie sposate residenti a Cuba forse per la difficoltà per gli italiani di ottenere la cittadinanza cubana; in compenso sono più stabili si può presumere sia per una scelta particolarmente ponderata ( se si considera che la vita in Cuba presenta intrinseche oggettive difficoltà ) che per un contesto meno convulso e stressante rispetto a quella delle città italiane.
 

stima delle separazioni
matrimoni separazioni differenza
fino al 95
600 
330 
270 
1995
511 
281 
230 
1996
764 
420 
344 
1997
1.198 
659 
539 
1998
2.310 
1.271 
1.040 
1999
1.767 
972 
795 
2000
1.940 
776 
1.164 
totale
9.090 
4.709 
4.382 
 
A Cuba è molto semplice sposarsi come è semplicissimo divorziare . Nonostante i disagi la famiglia resiste e si allarga. Lontani parenti che diventano zii, amici che diventano cugini fino ad arrivare ai nonni e in particolare alla nonna figura centrale del microcosmo cubano e protagonista indiscussa nella cura della famiglia. Nei discorsi dei giovani cubani c’è sempre un riferimento ad una nonna educatrice, consigliera, portatrice di saggezza e riferimento affettivo. E’ lei che educa i nipoti con responsabilità ed esperienza e spesso si sostituisce ad entrambi i genitori
 
 
 
 
4. IL PUZZLE CUBA

Quando si parla di Cuba e di come il mondo vi si relaziona colpiscono contrasti e paradossi. Economia in sofferenza e standards socio sanitari tra i primi al mondo, paesi che attuano un feroce embargo e paesi che generosamente cooperano e solidarizzano. Cuba attrae o respinge. Destino inevitabile di un paese unico e orgoglioso nel conformismo dilagante della globalizzazione.

Attraverso analisi e valutazioni derivanti dall’inchiesta Ares2000 su testimoni privilegiati e dai dati di istituzioni economiche nazionali e internazionali ( ICE, ISTAT,FMI, ONU) si completa il quadro complessivo della percezione di Cuba in Italia considerando in particolare le iniziative concrete del nostro paese nel campo economico e della cooperazione.

 

"E’ SEMPRE ESTATE"
 
 
UN PAESE AD ALTO RISCHIO ?
 
Dopo il dimezzamento nel periodo 1989-93 a causa dei tagli agli aiuti da parte sovietica, l'economia di Cuba dal 1994 in poi si è progressivamente ripresa aiutata dalle esportazioni e dalla crescita del turismo. Nel 1999 la crescita complessiva dovrebbe attestarsi intorno al 6%. Crescita di tutto rispetto legata in parte all'ampliamento, sull'isola, dei settori con forte partecipazione di capitali stranieri, come turismo, petrolio e produzione del nickel, ma anche all'aumento delle rimesse dall’estero ( dai 500 agli 800 milioni di dollari anno). Le prospettive di crescita economica a breve termine sono tuttavia limitate dai prezzi eccessivamente bassi dei principali beni esportati da Cuba (zucchero e Nickel). Il turismo continua ad essere il motore dell'economia cubana. Circa 1,6 milioni di turisti hanno visitato l'isola nel 1999, rispetto al milione di presenze registrate tre anni prima. I ricavi lordi del settore del turismo per il 1999 ammontano a circa 2 miliardi di dollari USA, rispetto agli 1,8 miliardi di dollari USA del 1998. Secondo L’ICE ( Istituto Commercio Estero) i ricavi lordi del turismo superano ora quelli dell'industria dello zucchero. Una volta detratta la parte spettante al settore delle importazioni, sempre secondo l’ICE, i ricavi netti da turismo si attesterebbero intorno ai 600 milioni di Dollari.
Una relazione diffusa dallo stesso Istituto Commercio Estero nel 1999 considera Cuba un paese ad alto od altissimo rischio specie in rapporto alla crescita interna, all’inflazione ed al deprezzamento monetario, fattori che potrebbero scoraggiare l’entrata in competizione di nuovi partners italiani e che potrebbero turbare la serenità degli attuali investitori privilegiati. Inoltre si nutrono perplessità sulle reali intenzioni del governo di Cuba di avviare un processo sia pure graduale di liberalizzazione dell’economia.
Ma lo stesso ICE, in un altro passo della relazione, afferma come "l’enorme possibilità di sviluppo del Turismo cubano derivata dalla sua posizione tropicale e dalla sua bellezza scenica sia contrastata e rallentata dalle sanzioni economiche imposte dagli Stati Uniti ed ancora in vigore."
Inoltre, rincara l’ICE "…Cuba continua a soffrire a causa della mancanza di crediti a medio ed a lungo termine. Il fatto che debba dipendere dai crediti a breve termine e ad elevato interesse impedisce in maniera consistente un suo sviluppo economico più rapido. L’eterna politica di Washington opposta all’ammissione di Cuba nelle istituzioni multilaterali come il FMI e la Banca Mondiale, rende ancora più difficile l’accesso ai fondi."
Nonostante le difficoltà e le incertezze, pur arrivate con un certo ritardo rispetto a temibili concorrenti come ad esempio gli spagnoli, molte medie e grandi imprese italiane sono presenti a Cuba. Come ad esempio "Enel ","Fiat", "Benetton" oppure " Telecom".
La Fiat è a Cuba fin dal 1960 e da sempre supporta il sistema di trasporti nell’isola sia nel settore dei trasporti su gomma sia delle ferrovie. A Cuba circolano attualmente si stima oltre 15 mila camion Fiat ed è stata aperta una grande concessionaria all’Avana.
La Telecom è entrata nel mercato delle telecomunicazioni attraverso la messicana "Domus" e gran parte delle cabine telefoniche dell’isola sono Made in Italy.

 
 

CUBA IMPORT: L’ITALIA AI PRIMI POSTI

La dinamica dell’interscambio mostra la posizione di Cuba rispetto ad altri paesi dell’America Latina. L’import, dopo il drammatico crollo nel 1992, stenta a risalire mantenendosi tuttora ai livelli più bassi dell’insieme dei paesi .
 
Importazioni dei Paesi dell'America Centrale e Meridionale. Anni1991-1998
(valori in milioni di dollari1998)
1991
1992
1993
1994
1995
1996
1997
1998
Argentina
8.275
14.862
16.773
22.364
19.304
23.851
30.272
32.796
Bolivia
994
1.137
1.205
1.207
1.448
1.635
1.895
2.667
Brasile
25.531
22.610
30.984
36.387
54.363
58.907
68.132
64.354
Cile
7.688
9.853
10.968
11.628
15.479
17.439
18.997
20.959
Colombia
4.955
6.686
9.809
11.628
15.479
17.439
18.997
20.959
Costa Rica
1.850
2.789
2.926
3.671
3.736
3.824
4.313
4.970
Cuba
2.361
1.517
1.561
1.875
2.646
3.009
2.652
2.667
Dominica
2.102
2.483
2.695
4.657
4.864
5.727
6.466
7.977
Ecuador
2.399
2.503
2.553
3.622
4.193
4.464
5.246
5.778
Guatemala
1.893
2.562
2.600
2.652
3.293
3.146
4.036
4.991
Honduras
880
668
1.869
1.335
2.579
3.159
3.752
4.365
Messico
49.867
62.129
65.365
79.346
72.542
89.471
109.808
106.900
Perù
2.476
3.744
4.009
5.565
7.537
7.623
8.192
7.646
Paraguay
1.319
1.278
1.520
2.153
2.898
2.851
3.591
3.906
Panama
1.695
2.024
2.187
2.404
11.054
2.387
19.131
24.108
Venezuela 
10.042
12.342
11.271
8.277
11.204
10.933
14.723
15.418
Uruguay
1.552
2.010
2.344
2.785
2.867
3.323
3.715
4.823
TOTALE
125.879
151.197
170.639
201.556
235.486
259.188
323.918
335.284
Fonte ICE su dati FMI-DOTS

Le quote di mercato del pur modesto import di Cuba sono detenute per più del 50% dai paesi dell’Unione Europea con Francia e Italia ai primi posti . Per il resto fanno la parte del leone i paesi dell’America Centro meridionale, Canada e Cina. L’Italia è molto presente nel settore del commercio e i suoi prodotti sono molto apprezzati nell’isola. Per migliorare i servizi pubblici alla popolazione sono state create società miste (cubane estere) ad esempio per le forniture di acqua (società spagnole per gli acquedotti) e per le forniture di gas da cucina (società francesi).
 
Import di Cuba e quote di mercato dei principali paesi e aree geoeconomiche. 
Anni1991-1998
1991
1992
1993
1994
1995
1996
1997
1998
IMPORTAZIONI DI CUBA (milioni di dollari)
2.361
1.517
1.561
1.875
2.646
3.009
2.652
2.667
QUOTE DI MERCATO IN %
UNIONE EUROPEA
38,4
43,1
40,1
39,8
38,7
36,8
42,5
50,2
Italia
7,3
7,4
4,5
3,7
3,4
4,1
5,0
7,6
Germania
5,8
4,0
2,8
2,4
2,9
2,6
2,5
3,1
Francia
2,9
6,5
8,8
7,9
6,2
7,2
8,8
10,1
Regno Unito
2,3
4,2
1,5
2,5
1,2
1,4
1,3
2,3
Altri paesi
20,1
21,0
22,4
23,3
25,1
21,6
24,9
27,1
EUROPA CENTRO-ORIENTALE
1,9
2,5
8,4
15,7
12,3
18,7
13,9
6,4
ALTRI PAESI D'EUROPA
1,2
1,8
1,0
1,3
0,7
0,4
0,5
0,5
AFRICA SETTENTRIONALE
0,7
0,4
0,7
0,3
0,8
0,6
0,5
0,6
ALTRI PAESI AFRICANI
0,5
0,7
1,1
1,0
1,0
0,9
1,9
2,2
AMERICA SETTENTRIONALE
5,4
6,9
7,4
3,6
7,6
6,4
10,4
10,0
Stati Uniti
0,1
0,1
0,2
0,3
0,2
0,2
0,4
0,1
AMERICA CENTRALE E MERIDIONALE
36,1
23,8
23,8
24,9
27,8
26,4
17,8
17,7
MEDIO ORIENTE
0,0
1,3
0,0
0,0
0,0
0,0
0,0
0,1
ASIA CENTRALE
0,1
0,1
0,0
0,0
0,0
0,0
0,2
0,2
ASIA ORIENTALE
13,2
17,2
17,3
12,9
10,1
8,2
10,3
10,5
Cina
10,5
14,5
12,5
8,6
6,1
3,7
6,5
5,7
Giappone
1,7
1,3
1,3
1,3
0,8
0,9
0,9
0,9
OCEANIA
2,1
1,8
0,2
0,5
0,7
0,9
1,1
0,9
Totale import 
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
Fonte ICE su dati FMI-DOTS

Per quanto riguarda l’Italia risulta una notevole crescita delle esportazioni verso Cuba. Pur rimanendo su livelli relativamente modesti la crescita nel 1998 (334 miliardi di lire) è aumentata del 61% rispetto all’anno precedente. In particolare nei settori abbigliamento carta e calzaturiero, chimico farmaceutico e mezzi di trasporto.
 
 

ESPORTAZIONI DELL’ITALIA VERSO CUBA
( miliardi di lire)
settori merceologici
ESPORTAZIONI
1997
1998
Prodotti dell'agricoltura, della silvicolt. e pesca
0,2
0,2
Prodotti delle miniere e delle cave
0,4
0,9
Prodotti alimentari, bevande e tabacco
13,4
14,8
Prodotti tessili
7,7
8,4
Articoli di abbigliamento e pellicce
2,1
4,9
Cuoio e prodotti in cuoio
3,5
8,5
Legno e prodotti in legno
0,5
0,9
Carta e prodotti di carta, stampa ed editoria
4,3
6,4
Prodotti petroliferi raffinati
0,5
8,8
Prodotti chimici e fibre sintetiche e artificiali
9,8
18,9
Articoli in gomma e in materie plastiche
12,8
18,2
Prodotti della lavorazione di minerali non metall.
10,6
15,9
Metalli e prodotti in metallo
17,5
26,7
Macchine e apparecchi meccanici
64,4
82,2
Apparecchi elettrici e di precisione
33,0
66,5
Autoveicoli
12,3
23,2
Altri mezzi di trasporto
0,6
3,8
Mobili
11,0
20,5
Altri prodotti dell'ind. Manifatt.ra (escl. Mobili)
2,5
3,7
Energia elettrica, gas, acqua e altri prodotti
0,0
0,0
TOTALE
207,2
333,6
Fonte ICE su dati Istat

Anche le istituzioni italiane hanno mostrato un certo attivismo per favorire il commercio e gli investimenti a Cuba. Ad esempio è stato raggiunto un accordo sulla ristrutturazione del debito estero cubano e la Sace ha aperto nuove linee di credito e di assicurazione alle esportazioni italiane.

  
 
"LA SPERANZA DI VITA" E’ SEMPRE PIU’ ALTA

A fronte delle difficoltà dell’economia e del giudizio critico che ne danno molti istituti e organizzazioni economiche occidentali che considerano infatti Cuba un paese a rischio elevato specie in rapporto alla crescita interna, all’inflazione ed al deprezzamento monetario si deve rilevare come venga ampiamente riconosciuta a Cuba una condizione di elevato sviluppo civile con standards non inferiori a quelli dei paesi più industrializzati.
Le tabelle seguenti che riportano dati sulla speranza di vita e sulla mortalità infantile, tratte dal rapporto annuale sullo Stato del Mondo ed elaborati su fonti ONU e Banca Mondiale, illustrano abbastanza chiaramente i risultati raggiunti nel campo socio sanitario.
I dati acquistano una valenza più significativa se raffrontati ad esempio agli standards esistenti negli altri paesi centroamericani.

 
STANDARDS SOCIO-DEMOGRAFICI
 
Paesi
Popolazione
(milioni)1997
Mortalità
Infantile
X1000 pop 
Speranza di vita maschi
anni
Speranza di vita femmine
Anni
% popolazione nel 2000
meno di 15 anni
% popolazione nel 2000
65 anni e più
Rep. Dominicana
8,1
34
68,9
73,1
33,0
4,5
Giamaica
2,5
12
72,4
76,8
30,2
6,4
Haiti
7,4
82
52,8
56,0
40,1
3,8
Puerto Rico
3,8
9
72,5
80,5
24,1
10,5
Trinidad e Tobago
1,3
14
71,5
76,2
26,1
6,5
Cuba
11,1
9
74,2
78,0
21,2
9,6
Costa Rica
3,6
12
74,5
79,2
33,1
5,1
Guatemala
11,2
40
64,7
69,8
42,9
3,7
Honduras
6,0
35
67,5
72,3
41,7
3,5
Messico
94,3
31
69,5
75,5
33,2
4,7
Nicaragua
4,4
44
65,8
70,6
40,8
3,2
Panama
2,7
21
71,8
76,4
31,3
5,6
El Salvador
5,9
39
66,5
72,5
35,6
4,7
Argentina
35,7
22
69,6
76,8
27,7
9,7
Bolivia
7,8
66
59,8
63,2
39,6
4,0
Brasile
163,1
42
63,4
71,2
28,4
5,2
Cile
14,6
13
72,3
78,3
28,5
7,1
Colombia
37,1
24
68,2
73,7
32,5
4,6
Ecuador
11,9
46
67,3
72,5
33,8
4,7
Paraguay
5,1
39
67,5
72,0
39,6
3,5
Perù
24,4
45
65,9
70,9
33,4
4,8
Uraguay
3,2
17
69,6
76,1
23,9
12,7
Venezuela
22,8
21
70,0
75,7
34,0
4,4
Stati Uniti
271,6
7
73,4
80,1
21,4
12,4
Italia
57,2
7
75,1
81,4
14,2
17,7
Spagna
39,7
7
74,5
81,5
15,0
16,6
Europa Orientale
309,2
17
61,8
73,0
18,3
13,0
Fonte : Stato del mondo 1998
 
 
MORTALITÀ INFANTILE E SPERANZA DI VITA
in alcuni paesi dell’America centro meridionale
mortalità  

infantile

Speranza
vita maschi
speranza
vita femm.
Haiti
82,0
52,8
56,0
Nicaragua
44,0
65,8
70,6
Brasile
42,0
63,4
71,2
Guatemala
40,0
64,7
69,8
Rep. Dominicana
34,0
68,9
73,1
Messico
31,0
69,5
75,5
Argentina
22,0
69,6
76,8
Panama
21,0
71,8
76,4
Venezuela
21,0
70,0
75,7
Cile
13,0
72,3
78,3
Costa Rica
12,0
74,5
79,2
Cuba
9,0
74,2
78,0
 
I parametri socio-demografici offrono un quadro più che positivo. Scuola e sanità sono il fiore all’occhiello del governo cubano e motivo di orgoglio per tutta la popolazione, nonostante le ricadute devastanti dell’embargo.
Un cubano ha prospettive di vita media alla nascita pressoché simili a quelle dei paesi più sviluppati del pianeta. Gli anziani godono di quella centralità ed autorevolezza fondate su valori da noi travolti dal consumo e dalla disgregazione sociale. Ciò consente loro di mantenere una vitalità invidiabile come dimostrano gli esempi clamorosi dei celebri musicisti ultra ottuagenari .

 

EMBARGO FOREVER …..

Con l’embargo (Legge Helms Burton, legge Torricelli con ritorsione per le imprese che investono a Cuba) gli Stati Uniti ritenevano, accentuando la crisi economica di Cuba, di costringerla ad avviare una veloce transizione alla "democrazia". Molto pesanti sono state le conseguenze dell’embargo. Basti pensare che Cuba, a causa dell’embargo, è stata costretta a pagare materie prime e beni di prima necessità tre o quattro volte più di quanto necessario in un mercato di normale e libero scambio. L’embargo è ormai considerato un comportamento inaccettabile che l’assemblea generale dell’ONU ha continuato a condannare per otto anni consecutivi ( nel 1999 con 157 voti favorevoli e solo 2 contrari: Stati Uniti e Israele).
L’Europa finora è sembrata invece muoversi su una linea maggiore apertura economica e sullo sviluppo dell’interscambio, tanto che l’Unione è riuscita a concludere un’intesa con gli Stati Uniti sulla legge Helms Burton per evitare la penalizzazione degli investimenti europei nell’isola.
Grazie alla politica dell’Unione Europea, alle ricadute della visita del Papa ed anche alle pressioni di parte dell’imprenditoria Americana che vede l’isola come un importante mercato da riconquistare, si sono create le condizioni per l’ammorbidimento dell’embargo (maggiori facilitazioni per l’invio di denaro, voli diretti, possibilità di vendere prodotti agricoli alle imprese private dell’isola , atteggiamento moderato nella vicenda del bambino Elian) anche se il Congresso, per le pressioni di forti lobbies anticastriste, di fatto le rende di precaria attuabilità. Si deve considerare che molti paesi Latino Americani hanno fatto del caso Cubano un punto prioritario della loro Agenda Internazionale. Ma le prospettive paiono una volta ancora complicarsi con la fuoriuscita di Cuba dalla Conferenza di Lomè a seguito della recente condanna dell’ONU per la violazione dei diritti umani.
 

Il 70% degli americani è contro l’embargo

L’ embargo USA insieme al crollo dell’Unione Sovietica ha messo l’isola in ginocchio, l’economia della canna da zucchero e del tabacco non regge più, scarseggia tutto, dai viveri ai medicinali, dalla carta alla benzina, dai computers ai mezzi di trasporto; le abitazioni cadono a pezzi per mancanza di manutenzione, la tessera di razionamento non basta certo a risolvere i problemi della sussistenza, e i cubani sono costretti ad inventarsi di tutto per sopravvivere ricorrendo ad un mercato illegale o semi-illegale fatto di scambi di diversa natura. Nonostante tutto le scuole continuano a funzionare (si stima che nel mondo ben 200 milioni di bambini vivano per strada ma nessuno è cubano) alcuni ospedali dell’Avana sono all’avanguardia ed ospitano anche degenti provenienti dal continente europeo, c’è una maggiore circolazione di beni di prima necessità anche grazie al ruolo sempre importante delle cooperative agricole, scrittori e musicisti continuano a scrivere e a suonare nonostante la carenza di carta e di strumenti, il trend negativo dell’economia seguito al crollo dell’Unione Sovietica sembra essersi arrestato e le prospettive non sono sfavorevoli per il futuro grazie anche all’elevato livello culturale generale di cui si è parlato.
Vi è un sottosviluppo materiale che potrà essere superato soltanto con la fine del blocco, con il benessere che potrà procurare ai cubani persino il vicino americano, le cui coste distano poche decine di chilometri da L’Avana. E un sondaggio Gallup di quest’anno ha rivelato che il 70% degli americani è favorevole alla revoca del blocco.
 

Chi ha paura della fine dell’’embargo

Forse guardano con preoccupazione alla fine del blocco le industrie italiane e spagnole che negli ultimi anni hanno intensificato gli scambi economici con l’isola caraibica : l’irruzione della concorrenza americana potrebbe infatti costringerle a diversificare l’export verso tecnologie più sofisticate e settoriali che richiedono uno sforzo finanziario molto più impegnativo.
Forse gli stessi isolani che, affetti da sindrome d’accerchiamento, temono il ritorno dei cubani di Miami, e pur sognando un maggior benessere che collegano alla fine del blocco sono fedeli al loro leader e hanno paura di essere sopraffatti da un regime economico troppo forte e invadente per non mettere a rischio irrinunciabili conquiste politiche e sociali ( salud y educaciòn ).
C’è anche una corrente di opinione secondo cui l’embargo USA potrebbe rafforzare il nocciolo duro dell’establishment cubano ma, in realtà, l’intera popolazione auspica la fine del blocco seppure nella consapevolezza di non volere piegare la schiena davanti al potente vicino.
In generale gli italiani, pur consapevoli dei vantaggi economici che la fine del blocco arrecherebbe al popolo cubano, guardano al futuro dell’isola con qualche preoccupazione: molti immaginano uno scenario in cui la travolgente e pervasiva industria turistica americana possa snaturare la "genuina bellezza" di Cuba e l’isola possa diventare l’ennesimo artificiale ghetto turistico da cartolina illustrata.
 

"il fattore Cina"

Negli ultimi mesi, dopo cinquant’anni, una società ad intero capitale americano, è stata autorizzata ad operare a Cuba nel ramo turistico. Si chiama "Cuba linda" e non si saprà mai se abbia avuto il coraggio di rompere gli argini, a rischio di sanzioni e di altre ritorsioni, oppure se sottobanco sia stata incentivata a farlo. Incombe peraltro sull’isola il colosso-Cina, un enorme paese in crescita economica, che negli ultimi mesi sta intensificando il suo export di materiali tessili verso Cuba a prezzi concorrenziali. E forse proprio il nuovo "fattore Cina" potrebbe dare una definitiva spinta agli Stati Uniti, perché, dopo le prossime Presidenziali, decidano il ritorno a Cuba in grande stile. Lo sforzo di creare un clima più favorevole ed accelerare il processo di normalizzazione tra Cuba e gli Stati Uniti sembrerebbe registrarsi anche da parte cubana. E’ di questi giorni l’annuncio della liberazione di uno dei più noti dissidenti politici, l’accademico Felix Bonnè.
Il viaggio del Papa nel febbraio 1998 è stato un evento straordinario, un grande successo di immagine che nell’immediato ha dato a Cuba una nuova credibilità a livello internazionale e un implicito riconoscimento di una necessaria gradualità nei processi di adeguamento e di innovazione economica, anche se non sembra aver maturato quella spinta decisiva in termini di maggiore reciproca apertura che molti all’epoca auspicavano.

 

COOPERAZIONE : UN NUOVO MODELLO

Negli ultimi due anni il governo italiano si è reso protagonista di un notevole attivismo politico-diplomatico nei confronti di Cuba, con conseguente intensificazione degli scambi culturali ed economici, in controtendenza con l’atteggiamento degli Stati Uniti che nel marzo del 96 aveva adottato contro Cuba le restrizioni Helms-Burton che rendevano più rigido l’embargo e colpivano le imprese straniere che investivano nel paese.
Per l’intensificazione dei rapporti tra i due Paesi, oltre al nuovo clima creatosi dopo la visita del Papa, allo sviluppo del turismo e al nuovo interesse delle imprese italiane per il mercato cubano, sono stati determinanti anche gli interventi delle Organizzazione non governative (ONG) promotrici di svariati progetti economico-sociali in collaborazione anche con ONG cubane. Le ONG italiane negli anni 80 erano assenti da Cuba. Tale situazione si è sostanzialmente modificata con l’emergere delle ONG cubane dopo il crollo dell’economia cubana agli inizi degli anni 90 e dopo la caduta della violenta diffidenza iniziale da parte del governo per organizzazioni non controllate direttamente.
Lo strumento più importante di intervento della cooperazione italiana è stato quello di adottare un modello di cooperazione decentrato fondato su scambi materiali e immateriali fra comunità locali italiane ( regioni, provincie, comuni, associazioni sociali e di categoria ONG, imprese) e quelle cubane. Alla base di tale modalità " decentrata" c’è l’idea di favorire le istituzioni locali, l’organizzazione dei servizi di base la dislocazione di centri decisionali sul territorio.
Il programma per lo sviluppo umano a livello locale per Cuba, promosso dalla cooperazione italiana è coordinato e gestito da una agenzia dell’ONU ( UNOPS/UNDP), è stato avviato nel 1998 ed attualmente coinvolge 7 regioni italiane, 80 comuni Italiani e circa 200 associazioni, una buona fetta di Italia coinvolta. Le attività di cooperazione sono concentrate sugli aiuti di emergenza, la formazione e i progetti sociosanitari . L’Italia sostiene quasi per intero il progetto.
Altri progetti sono finanziati dalla Unione Europea che ha iniziato a svolgere un ruolo più attivo nei confronti di Cuba solo negli ultimi tre quattro anni , probabilmente per una maggiore sensibilità dei governi di centro sinistra. Precedentemente Cuba era praticamente esclusa da finanziamenti comunitari per i paesi in via di sviluppo. Attualmente si stanno di nuovo affacciando difficoltà e carenze di progettualità negli interventi di sostegno UE, e diversi progetti per Cuba sono sottoposti a verifica.
 
Per la cooperazione italiana allo sviluppo è in atto un processo di profonda trasformazione basato su un ampio riorientamento di politiche, strumenti e procedure. In attesa dell’emanazione di un testo unico l’attuale normativa appare molto frammentata. Per gli enti locali gli strumenti legislativi a disposizione della cooperazione fanno riferimento al decreto legge 18 gennaio 1993 n° 8 convertito in legge 19 marzo 1993 n° 68 che stabilisce …" i comuni e le provincie possono destinare un importo non superiore allo 0,80 % della somma dei primi tre capitoli delle entrate correnti dei propri bilanci di previsione per sostenere programmi di cooperazione allo sviluppo ed interventi di solidarietà internazionale". Quasi tutte le regioni si sono dotate di una legge regionale nel quadro più generale della legge nazionale 49/87 che regola la cooperazione. Per il complesso della cooperazione non essendo previsto un centro di spesa non è possibile stabilire l’ammontare complessivo di tali interventi ne tantomeno la disaggregazione per i singoli paesi di destinazione e quindi anche per Cuba.

 
L’associazione Italia-Cuba

Negli interventi di solidarietà svolge da sempre un ruolo molto attivo l’ Associazione Italia Cuba nata nel 1961 . Esistono ben 90 circoli in tutta Italia e oltre 6000 iscritti. Negli ultimi 10 anni l’Associazione ha raccolto e speso in solidarietà circa 70 miliardi. Molta attività si avvale della collaborazione di Enti locali , istituti religiosi ecc. I beni inviati a Cuba vanno dai generi di prima necessità a macchine, attrezzature sanitarie, medicinali, materiale per le scuole. Spesso gli interventi sono coordinati con la cooperazione decentrata e collegati a progetti UE.
Come esempio di cooperazione si può citare un progetto pilota per migliorare la qualità e quantità della carne bovina e del latte attraverso un particolare mangime prodotto in loco ed ottenuto con lo scarto della canna da zucchero. Il progetto è stato cofinanziato dall’Associazione Italia Cuba ( 1 miliardo di lire) e dalla Unione Europea(5 miliardi di lire) . Viene considerato uno dei migliori progetti ed esempio emblematico di cooperazione decentrata e di sinergie tra diversi soggetti: associazioni, ONG, UE.
 

Una banca "ecologica"

Altro esempio di cooperazione poco conosciuto ma di grande importanza e non solo per Cuba è il progetto "banca del germoplasma a Cuba". Dal 1994 il Comitato di solidarietà con i popoli dell’America Latina "Carlos Fonseca" di Roma , insieme all’ organismo non governativo "Terra Nuova" , sta appoggiando lo sviluppo di tale particolare banca a Cuba. Vi si conservano, sotto forma di semi o piante, le risorse fitogenetiche e le varietà genetiche (biodiversità) dei vegetali: si studiano e migliorano sementi e parassiti e le malattie che colpiscono le piante per trovare la cura adatta. Nel suo insieme è sicuramente un progetto ambizioso e strategico in quanto auspica l’autosufficienza e prospetta lo sganciamento dalla dipendenza delle multinazionali (che oggi controllano più dell’80% della produzione, trattamento e commercializzazione di semi ibridi o risultato di ingegneria genetica). Attualmente vi si conservano circa 5000 varietà di vegetali e si prevede di arrivare a oltre 40 mila. Per questo progetto è previsto il cofinanziamento della UE. Il quotidiano "Il Manifesto" sostiene il progetto con una parte delle quote realizzate nella campagna abbonamenti insieme ad una campagna di sottoscrizioni volontarie.

In conclusione, tutto questo attivismo che riguarda molta parte delle realtà istituzionali e della società civile, consente di affermare l’esistenza di un alto livello di consenso e simpatia della società italiana verso Cuba al di là del colore politico (molte sono le iniziative di solidarietà che riguardano sia amministrazioni di centro sinistra e di centro destra e tutte le 15 provincie cubane sono gemellate con altrettante regioni italiane) una sorta di "vocazione affettiva" per Cuba della intera società italiana.

 
 
 
5. Cuba oltre Cuba: una realtà sospesa
 
Andare a Cuba perchè? Per moda, nostalgia, amore, salsa mare e guantanamera, aragoste rum e solidarietà. Nella testa dell'italiano c'è tutto questo: il suo interesse per Cuba non pare abbia voglia di coniugarsi con grandi approfondimenti socio politici, ma rincorre con entusiasmo proposte che abbiano a vedere con l'immaginario che gli è caro e che è quello che abbiamo cercato di far emergere dalla nostra ricerca.
Per questi motivi entusiasmo e simpatia non vengono affatto intaccati dalla presenza di un regime autoritario, da un economia in continua emergenza e da una condizione sociale piena di contraddizioni. Attraverso l’analisi dei dati oggettivi che emergono dalla indagine campionaria abbiamo tentato di ricomporre, per quanto possibile, quel puzzle chiaroscurale che oggi ci par essere l’immagine-Cuba.

In sintesi gli italiani desiderano partire per Cuba e possibilmente rimanere a viverci, la considerano un luogo molto più sicuro di Roma o Milano, sono attratti dalla sua unicità e forse sperano non cambi: una vera passione che prescinde da ideologie e schieramenti, che già per il passato è stata alla base di iniziative di autentica solidarietà e che oggi potrebbe sostenere il sempre più articolato interscambio di progetti e iniziative economiche e culturali tra i due paesi .

Sono in tanti gli italiani che cercano occasioni di incontro non superficiali con Cuba, di essere orientati ad avere esperienze non effimere, di confrontare codici e modelli di vita, di stabilire autentici ponti di comunicazione. Da parte cubana del resto, a parte qualche reticenza che si incontra talvolta a livello istituzionale, esiste la dichiarata convinzione che produzione economica e produzione culturale possano essere sinergiche nella visione di un presente e di un futuro che deve trovare una via di sviluppo compatibile tra modelli sociali e politici diversi.
Cuba da sempre crocevia di culture può essere il laboratorio vivente di quell'incontro tra i popoli che oggi fa discutere l'Italia : quel che più conta per chi si accinga a partire per Cuba è che questo può accadere nella sua stessa esperienza al di là di proclami solo teorici.
Cuba rappresenta una realtà sospesa: un giorno finirà l'anacronistico blocco e molto potrà cambiare. Il rischio di mettere a repentaglio un’identità originale ed alcune inalienabili conquiste sarà, crediamo, ben fronteggiato da un popolo consapevole, che già da tempo dà largo spazio a questo dibattito al suo interno. Gli italiani paiono saperlo scommettendo positivamente.
Un paese va ascoltato e visto per quello che è penetrando nella sua cultura, nei suoi miti nelle sue paure. La chiave della conoscenza, del rispetto e della attenzione alle peculiarità e alle specificità sociali economiche e culturali è l'unica che può consentire di capire razionalmente e di amare un popolo e questa prima indagine sull'immagine di Cuba, al di là dei risultati che ha permesso di rilevare , non può che essere un punto di partenza per approfondire e capire meglio.
Per sostenere un maggiore impegno dell'Italia verso l’isola occorrerebbe forse disporre di un più ricco tessuto informativo, di un osservatorio permanente in grado di monitorare e soprattutto analizzare non solo i dati socio economici ma anche quelli dell’immagine e della comunicazione. E’ un buon auspicio affinché l’indagine "Cuba e gli italiani" non rimanga l’impegno isolato di alcuni motivati ricercatori.
 



 
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