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Rassegna Stampa

Le ricerche dell'ARES 2000 sul conflitto d'interessi


Ecco alcuni brani di una intervista a Sartori apparsa su "La Repubblica"del 25 giugno

Il Cavaliere continua a ripetere che la sua ricchezza è una garanzia contro il conflitto di interessi.
"Il problema non è che lui si arricchisca di più o meno. Il problema è che in una posizione di conflitto di interessi come quella di Berlusconi l'interesse pubblico si confonde con quello privato. E' impossibile distinguerlo!"
Berlusconi spiega che chiunque stia a Palazzo Chigi e abbassa le tasse lo fa anche per se.
"Certo Berlusconi in queste cose sfugge facilmente. Anche quando elimina la tassa sulle successioni lo fa anche per se. Ma sono altri gli esempi del conflitto di interessi. Per esempio uno va da Publitalia e fa un contratto da mille miliardi di pubblicità. E poi si aspetta una contropartita dal Presidente del Consiglio. Altrimenti cancella il contratto. E' così che funziona. E lo stesso vale per le rendite di posizione. Gli basta non fare nulla. Basta pensare alle televisioni. Anche e proprio se non fa nulla e lascia tutto come è adesso, ci guadagna".
Professore, ma questi famosi tre esperti internazionali che vogliono mantenere l'anonimato esistono?
"Certo che esistono. Ma sono suoi consulenti, che paga. E quindi hanno il dovere di servire il suo interesse. E perciò anche loro rientrano nel conflitto di interessi."


Riportiamo alcuni brani del fondo di "La Repubblica" del 21 giugno a firma di Giovanni Valentini.

CONFLITTO DI INTERESSI SENZA SCAPPATOIE

Un anno fa di questi tempi, in una calda sera dell'estate romana, Massimo D'Alema fece la sua rentrèe davanti al popolo di sinistra alla festa dell'Unità.
Reduce dalla sua prima esperienza di governo, il leader dei DS esibì per l'occasione un fresco aplomb da statista, scolpendo una sentenza nella pietra: "Qualsiasi soluzione noi adottassimo oggi per il conflitto di interessi apparirebbe liberticida", disse D'Alema, e aggiunse:" L'unico che può risolverlo, nel suo stesso interesse, è proprio l'Onorevole Berlusconi".
Vedeva giusto, in quel momento, l'ex Presidente del Consiglio. Portando pro quota una parte di responsabilità nell'omissione collettiva che dal 1996 ha impedito all'Ulivo di risolvere definitivamente il problema, per una sincera convinzione o magari per un complesso di colpa, D'Alema prendeva atto con realismo della situazione, rimettendola ormai nelle mani dell'avversario. Poi, nel fuoco della campagna elettorale, finse anche di riproporre il conflitto di interessi all'ordine del giorno. Ma si può star sicuri che in cuor suo non ha mai cambiato idea.
Se il centrosinistra non è riuscito dunque in cinque anni a chiudere la questione, che cosa autorizza a pensare che lo faccia adesso il centrodestra? Nulla, non c'è assolutamente nulla che autorizzi a pensarlo. A meno che, in preda anche lui a un raptus da statista, non sia appunto Berlusconi a provvedere "motu proprio", sciogliendo in qualche modo l'anomalia di essere allo stesso tempo capo del governo, leader del Polo politico e proprietario del polo televisivo privato .
………………………………Nel suo discorso programmatico al Senato, ancora in attesa di ricevere la fiducia del Parlamento, il premier ha detto testualmente: "La mia storia di imprenditore e la mia coscienza personale non autorizzano alcuno a sospettare, nella mia azione istituzionale, fini diversi da quelli del bene comune". Ma dal decreto Berlusconi varato da Craxi nel 1985 fino alla legge Mammì del '90, sappiamo tutti quale sia stata l'influenza dei suoi interessi privati sulla legislazione in materia. Sappiamo quanti danni la concentrazione televisiva abbia prodotto sull'intero sistema dell'informazione, dai vecchi ai nuovimedia, sul pluralismo e sulla libera concorrenza……………………………………….
…………………………Una volta eletto, dunque, al Presidente del Consiglio, per risolvere veramente il conflitto di interessi non resta che vendere le sue aziende, nei tempi e nei modi che una trattativa del genere ragionevolmente comporta. Qualsiasi altra soluzione darebbe inadeguata, impropria e artificiosa. ………………………………………..

 


 
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