Sabato 4 maggio 2002 ho partecipato come associazione Ares2000 al workshop sul Welfare Municipale e Reddito di Cittadinanza . Le due relazioni introduttive sono state ricche di contenuti e di spunti e i molti interventi, forse si è espresso oltre il 50% dei partecipanti, sicuramente un record. Due aspetti mi hanno colpito: il primo è una rassicurante conferma e parla di uno spaccato di società italiana giovane che non si arrende e che vorrebbe fare politica vera per cambiare a partire dai bisogni; spaccato che secondo me rappresenta l'Italia migliore, una grande risorsa del paese e della democrazia europea su cui investire e che andrebbe maggiormente valorizzata; il secondo aspetto invece è la difficoltà e l'incertezza del come fare oggi politica in un contesto dominato dalla globalizzazione e dai valori del noeliberismo che rompono e frammentano la coesione sociale. Quindi energie sensibilità e intelligenze mobilitate ma enorme difficoltà a canalizzarle fissando obiettivi praticabili e organizzando risorse scarse. In questo contesto il mio intervento voleva solo avanzare una proposta che forse andrebbe meglio precisata: nessuno ha ricette miracolistiche, come ripartire e con quale progetto; le vecchie certezze vacillano, il nuovo stenta a definirsi. Secondo me, fissata la direzione che è quella che porta ai valori di dignità libertà uguaglianza e solidarietà sanciti anche dalla carta dei diritti fondamentali dell'Unione Europea, nel concreto è come si cammina per questa strada che occorre imparare, a partire dall'osservazione di come camminano gli altri, quali ostacoli percepiscono,di quali speranze si nutrono. Sono certo che ci sono pericolosi deficit nella conoscenza della realtà socio economica a partire dal proprio bacino territoriale che oltre a non consentire una corretta programmazione gestione e controllo degli interventi possono indurre a fuorvianti convincimenti sui trend politici reali. Non si dispone di mappe socioeconomiche e demografiche del territorio aggiornate e monitorate. Da anni non si scende più sul campo e ci si limita a utilizzare informazioni ufficiali che poi tutti ripetono a sostegno di tesi spesso contrapposte. Peraltro nessun indicatore statistico sarà mai in grado di cogliere tempestivamente i cambiamenti in atto. Allora andiamo a vedere la realtà al di là della sua rappresentazione. Tentiamo di costruire, a partire dal territorio degli Osservatori permanenti sui bisogni (tipologie,soggetti,criticità opportunità ecc.) una sorta di contenitori informativi partecipati (aperti all'ascolto di tutti i soggetti- che potranno poi cogestirli) per identificare i problemi reali e in questo modo, oltre a raccogliere informazioni, elaborarle e poi restituirle al territorio, attivare un vero contatto diretto. Per la prima volta l'Istituzione sul territorio più vicina ai cittadini organizza una grande inchiesta su di loro ne costruisce l'Identikit e ne esplicita le richieste, tenta di coinvolgerli nella identificazione dei problemi per stabilirne insieme le priorità. Nelle attuali difficoltà e incertezze mi sembra un primo necessario passo, seppur non facile da realizzarsi. Dunque Osservatori, possibilmente collegati in rete, per identificare i veri problemi (bisogni) e la loro segmentazione per tipologie, per proporre soluzioni credibili. Anche non disdegnando l'eventuale supporto informativo di una banca dati, anch'essa da implementare, delle cosiddette Best Practice vale a dire le migliori soluzioni che altre istituzioni hanno dato a problemi simili. Tutto ciò dovrebbe aiutarci a disegnare quel quadro di riferimento generale in cui l'informazione quali quantitativa rappresenta un elemento strategico per iniziare a parlare di welfare dal basso in termini più concreti Peraltro se l'esperienza ha insegnato qualcosa, evitiamo errori passati; non più soluzioni preconfezionate calate dall'alto ma un progetto "a partire dal locale ma pensato in globale ". Che non sia solo uno slogan accattivante, ma una modalità nuova in grado di realizzare una più stretta corrispondenza tra nuove domande e risposte politico-istituzionali: in definitiva un conferimento di senso che la politica sta affannosamente ricercando. Sulle modalità attuative di questo Progetto di Contenitore Informativo partecipato Ares2000 insieme ad altre associazioni può dare una mano e ha già messo a punto una bozza di progetto a partire dal lavoro, aperto a contributi e miglioramenti che potrà essere discussa con Municipalità, Centri Sociali, Associazioni, e con tutti coloro che condividono questa impostazione. ALBERTO CASSANELLI
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